lunedì 18 novembre 2013

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La grande truffa… Finta democrazia… Il Popolo non conta… Sovranità svenduta, scegliete voi il titolo!

La grande truffa… Finta democrazia… Il Popolo non conta… Sovranità svenduta, scegliete voi il titolo!

di Carlo Pompei

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La SOVRANITÀ è una prerogativa intoccabile di uno Stato, cosiddetto, appunto, Sovrano. Può essere revocata soltanto grazie a convenzioni internazionali (in ottemperanza anche a quanto regolamentato da ONU, NATO, PATTO di VARSAVIA ed eventuali successive modificazioni) qualora la Nazione in questione si renda responsabile di conflitti bellici. Nel caso dovesse risultare sconfitta (e già qui compare una contraddizione: quella della legge del più forte anziché del più giusto, ma così va il mondo) la nazione è condannata a ripagare i danni subiti dalle altre nazioni tramite un indebitamento gestito dai vincitori. Più che una questione civile, sembra la risoluzione di una rissa da saloon nel far west, non dando affatto per scontate le buone intenzioni delle congregazioni di “Stati Gendarme” contro “Stati canaglia”.
Altro caso è quello della rinuncia spontanea tramite referendum abrogativo costituzionale popolare della SOVRANITÀ nazionale. Caso quantomai raro, trattandosi di una rinuncia ad un diritto sacrosanto: quello di gestire politicamente ed economicamente uno Stato dal suo interno per mano dei legittimi eletti, delegati dal popolo e deputati a svolgere un compito nel rispetto del mandato ricevuto. Ad oggi si tratta della migliore, ma sempre migliorabile, espressione di democrazia rappresentativa. Invece, politici facilmente individuabili, hanno ceduto la SOVRANITÀ nazionale. Costoro ora fanno un passo indietro per non essere accusati di alto tradimento del giuramento recitato sulla Costituzione all’atto dell’insediamento dei loro rispettivi governi.
Di fatto, dunque, sono venuti meno al rispetto ed osservanza di almeno tre articoli della Costituzione italiana. Art. 1 L’Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro. La SOVRANITÀ appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione. Art. 3 Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali. È COMPITO DELLA REPUBBLICA RIMUOVERE GLI OSTACOLI DI ORDINE ECONOMICO E SOCIALE, CHE, LIMITANDO DI FATTO LA LIBERTÀ E LA UGUAGLIANZA DEI CITTADINI, IMPEDISCONO IL PIENO SVILUPPO DELLA PERSONA UMANA E L’EFFETTIVA PARTECIPAZIONE DI TUTTI I LAVORATORI ALL’ORGANIZZAZIONE POLITICA, ECONOMICA E SOCIALE DEL PAESE. Art. 11 L’Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali; consente, in condizioni di parità con gli altri Stati, alle limitazioni di SOVRANITÀ necessarie ad un ordinamento che assicuri la pace e la giustizia fra le Nazioni; promuove e favorisce le organizzazioni internazionali rivolte a tale scopo. PERTANTO Trovandosi l’Italia in periodo o stato di pace all’atto della sottoscrizione dei trattati responsabili di tale cessione di SOVRANITÀ Monetaria. Ovvero:
NON RISULTANDO né proposti, né tantomeno effettuati referendum popolari abrogativi della SOVRANITÀ nazionale, sancita ancor oggi dalla Costituzione, in periodo antecedente la firma dei suddetti trattati. VERIFICATO che tale cessione di SOVRANITÀ nei fatti non è stata effettuata in favore di un ordinamento politico o entità politica sovranazionale quale dovrebbe essere il Parlamento europeo (nei casi specifici, come espressamente recita la Costituzione), ma in favore di una entità finanziaria privata, non comunitaria, definita ingannevolmente BCE (Banca Centrale Europea), la quale presta denaro generato dal nulla (cioè senza corrispettivo di riserva aurifera, né di altra natura) alle banche centrali pseudo nazionali degli Stati membri UE a tassi di interesse rinegoziabili in funzione del differenziale di rendimento dei titoli di Stato (spread su BTP). CONSTATANDO che la BCE gode inoltre di rendita da signoraggio sulla stampa delle banconote, fatto salvo l’agio per il conio, che rimane in favore di BANKITALIA, anch’essa privatizzata e niente affatto assimilabile alla Banca d’Italia che stampava e coniava banconote e monete in nome e per conto dello Stato italiano. Che già prima del passaggio all’euro la lira italiana subiva aggravio da signoraggio di una privatizzata, definita solo nominalmente banca nazionale, che stampava e prestava denaro alla Repubblica Italiana.
Che quanto detto è in palese violazione delle regole, peraltro alcune anacronistiche, del Trattato di Maastricht, dove si parla di circolazione di eku e non di euro.
Tutto ciò detto, SI CHIEDE UNA REVISIONE DEL SISTEMA ECONOMICO EUROPEO IL RIPRISTINO DELLA SOVRANITÀ NAZIONALE ARBITRARIAMENTE SOPPRESSA.

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