sabato 9 novembre 2013

si fa forte sulla distruzione di altre nazioni

La nuova politica di potenza tedesca

Le trattative per la formazione del nuovo governo vanno avanti e si iniziano a conoscere le linee guida della futura politica estera tedesca: espansione del ruolo internazionale della Germania e subordinazione dell'UE agli interessi nazionali. Da German Foreign Policy
La futura coalizione di governo ha già annunciato una nuova politica estera tedesca decisamente piu' aggressiva. E' quanto emerge da un documento strategico di politica estera, su cui l'Unione e la SPD hanno trovato un accordo. Secondo il documento i partiti della futura coalizione intendono "contribuire alla definizione del nuovo ordine mondiale" e "sono pronti" ad interventi di ogni tipo su scala globale. Già nel recente passato le prese di posizione del Presidente della Repubblica e le esternazioni di alcuni esponenti di spicco dell'establishment politico berlinese avevano invocato una leadership tedesca piu' forte. Il tema di fondo è la ridefinizione della politica estera tedesca. Recentemente anche i giovani della Konrad Adenauer Stiftung, vicina alla CDU, hanno lanciato un appello: un accresciuto ruolo politico di Berlino da realizzare con il proseguimento di una stretta cooperazione all'interno dell'alleanza militare occidentale. Inoltre, la cooperazione con i governi filo-occidentali del sud-est asiatico e dell'America latina dovrà essere ampliata - inclusi gli aspetti militari. Sotto la spinta della posizione tedesca, anche il Parlamento europeo chiede una politica estera maggiormente offensiva. L'UE dovrebbe, secondo il documento,  diventare un "attore globale".

Plasmare il mondo

Il prossimo governo federale cercherà di mettere in pratica le ambizioni politiche di Berlino. E' quanto emerge da un documento strategico di politica estera che l'Unione e la SPD hanno redatto congiuntamente durante le attuali trattative per la definizione del governo. "Intendiamo plasmare attivamente l'ordine globale", è scritto nel preambolo del documento, che esplicitamente annuncia la volontà tedesca di intervenire su scala globale: "Ci faremo trovare pronti, quando al nostro paese sarà chiesto un contributo per la soluzione di una crisi o di un conflitto". La Germania dovrà "rappresentare in tutto il mondo i suoi valori".[1] Dal punto di vista dei contenuti il documento si riallaccia alla attuale politica estera tedesca. E' possibile che fra CDU/CSU e SPD possa esserci una divergenza sull'opportunità di fare entrare la Turchia nell'UE, eventualità che i partiti dell'Unione continuano invece ad escludere. Un accordo formale sulla futura politica militare ancora non c'è; sull'acquisto e l'utilizzo dei droni da battaglia, invece, sarà probabilmente necessario un compromesso formale. La sola questione controversa, come si dice nel documento, è la limitazione dei poteri decisionali del Parlamento sui futuri interventi militari. La SPD su questo tema resta molto scettica [ 2 ].

Leadership piu' forte

Il documento si ricollega alle recenti proposte arrivate da Berlino, e alla richiesta di una maggiore presenza tedesca su scala globale. In stretto coordinamento con l'establishment della capitale, il Presidente della repubblica Joachim Gauck, nel suo discorso per l'anniversario della riunificazione ha detto che la Germania è "un paese popoloso, al centro del continente, nonché la quarta economia del mondo"; pertanto non accetta che "la Germania possa sminuire il suo ruolo internazionale". [3] Pochi giorni dopo, almeno 50 esponenti dell'establishment berlinese, dopo una lunga preparazione durata un anno, hanno pubblicato un documento di strategia politica, con il quale chiedono una "leadership tedesca piu' decisa" [4] Il documento è stato redatto su iniziativa della Stiftung Wissenschaft und Politik (SWP), ma è stato apprezzato anche dalla seconda piu' importante fondazione di politica estera, la Deutschen Gesellschaft für Auswärtige Politik (DGAP), sulla loro rivista di politica internazionale.[5] Nel frattempo, altre richieste arrivate dal Ministero degli Esteri sono entrate nel dibattito, come ad esempio la richiesta di ridurre il potere decisionale del Parlamento sugli interventi militari. [6] La pressione sugli apparati resta forte

Espandere l'influenza

Cosi' ora anche la Konrad-Adenauer-Stiftung vicina alla CDU si è unita alla richiesta di una politica estera tedesca piu' aggressiva. Come menzionato in un breve documento recentemente presentato dal gruppo di lavoro sulla politica estera dei giovani della fondazione, la Germania, "in considerazione della condizione economica attuale, non solo potrebbe consolidare la sua influenza internazionale, ma anche espanderla". Il gruppo di lavoro  su questo tema ha fatto anche delle proposte concrete. La Germania dovrebbe rafforzare la sua posizione nel mondo arabo; cio' sarebbe possibile e necessario, poiché gli Stati Uniti sono impegnati nel contenimento della Cina ("Pazifisches Jahrhundert" [7]) e per questo "in tema di sicurezza politica non potranno restare un attore dominante in Europa, Africa e medio oriente". Berlino dovrà fare il possibile per ridurre "l'erosione della capacità militare europea". Di grande importanza sarà "l'aumento della capacità di combattimento delle forze armate".[8]

Imporre i propri interessi

Poiché le "capacità tedesche" non saranno sufficienti, "per far rispettare i propri interessi ed esercitare un'influenza internazionale", il gruppo di lavoro propone una politica estera fatta di alleanze. Cosi' l'alleanza con i paesi occidentali - nonostante le ambizioni politiche di Berlino - dovrebbe mantenere un ruolo fondamentale. In questo contesto la proposta di un accordo di libero scambio transatlantico [9] avrebbe un ruolo di primo piano, sempre secondo la Adenauer-Stiftung: la sua realizzazione "segnalerebbe alle potenze emergenti" la capacità "dei paesi occidentali di far valere i loro interessi ed il loro concetto di mercato". Inoltre si dovrebbero concludere altri accordi "con organizzazioni regionali (filo-occidentali)" - ad esempio l'ASEAN nel sud-est asiatico oppure in America latina la "Comunidad de Estados Latinoamericanos y Caribeños (CELAC)". Accanto alla partnershaft europea con queste organizzazioni regionali, "applicando una doppia strategia, Berlino dovrebbe rafforzare i propri rapporti con alcune potenze regionali" - ad esempio con l'Indonesia, il Sud Africa, il Brasile e il Messico. Le alleanze fra i paesi dovrebbero essere rafforzate anche militarmente, ad esempio con i programmi di addestramento militare, "soprattutto con la scuola per la fanteria".[10] Questa strategia permetterebbe a Berlino di avere alleati collaborativi in ogni parte del mondo e di poter imporre la propria politica estera di potenza - se necessario anche indipendentemente dall'UE.

Ascolto nel mondo

Berlino completa i suoi piani di potere mondiale, legittimati dalla loro presenza nelle trattative per la formazione del nuovo governo, con un'offensiva a livello europeo. Cosi' il Parlamento europeo a fine ottobre in una risoluzione ha espresso la necessità di una politica estera comune europea in un mondo "caratterizzato da un cambiamento strutturale". Sul tema è "necessario un fondamentale dibattito strategico", che il Consiglio europeo, la Commissione e il Parlamento dovrebbero condurre sullo stesso livello. [11] La UE dovrebbe trasformarsi in un "global player" e non in un "global payer", chiede il deputato europeo Elmar Brok, presidente della Commissione affari esteri al Parlamento europeo, che ha spinto con forza per l'approvazione della risoluzione: "Solo quando l'Europa parlerà con una sola voce potrà trovare ascolto nel mondo" [12]

L'UE come amplificatore

Il passo successivo per l'integrazione della politica estera e militare dell'UE sarò il consiglio europeo in materia di sicurezza e difesa di dicembre. In quell'occasione, come richiesto dal Parlamento europeo, si dovrà discutere e adottare un piano per lo sviluppo della politica militare dell'UE, e dare il via ad un "libro bianco per la difesa europea".[13] Poiché su numerosi temi ci sono ancora grandi differenze fra i paesi piu' importanti dell'UE, ci possiamo aspettare un dibattito molto acceso. Berlino spinge con tutte le forze verso un risultato favorevole alla Germania: ha bisogno dell'UE - anche militarmente - per rafforzare la sua politica nazionale di potenza.

[1] Offensiver Ansatz in der Außenpolitik; www.tagesspiegel.de 05.11.2013
[2] Eine stärkere Rolle Deutschlands in der Welt; Frankfurter Allgemeine Zeitung 06.11.2013
[3] s. dazu Schlafende Dämonen
[4] s. dazu Die Neuvermessung der deutschen Weltpolitik
[5] Neue Macht, neue Verantwortung; Internationale Politik November/Dezember 2013
[6] s. dazu Mehr NATO, weniger Parlament
[7] s. dazu Das pazifische Jahrhundert
[8] Globale Megatrends (I): Weltweite Machtverschiebungen; Analysen und Argumente Ausgabe 134, November 2013
[9] s. dazu Das transatlantische Interessenfundament und Die Wirtschafts-NATO
[10] Globale Megatrends (I): Weltweite Machtverschiebungen; Analysen und Argumente Ausgabe 134, November 2013
[11] European Parliament resolution of 24 October 2013 on the Annual Report from the Council to the European Parliament on the Common Foreign and Security Policy (2013/2081(INI))
[12] EU-Außenpolitik: Abgeordnete fordern mehr Eigeninitiative der EU; www.europarl.europa.eu 24.10.2013
[13] European Parliament resolution of 24 October 2013 on the Annual Report from the Council to the European Parliament on the Common Foreign and Security Policy (2013/2081(INI))

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