Una Chernobyl d’acqua. Fukushima rilascia radioattività nell’oceano
Fukushima continua a rilasciare radioattività. Fukushima è una Chernobyl liquida. Oggi la Tepco, la società proprietari diFukushima, ha finalmente ammesso che dell’acqua radioattiva è finita verosimilmente nell’oceano Pacifico, sulla cui riva è situata la centrale nucleare afflitta da triplo meltdown in seguito al terremoto e allo tsunami del marzo 2011.
Gli esperti lo sospettavano da tempo. Ma la Tepco ha un modo tutto suo – collaudato ormai da due anni e più – per diluire nel tempo e in dosi omeopatiche le verità sgradevoli. Circa un mese fa ha cominciato a parlare solo della forte e crescente contaminazione della falda sotterranea d’acqua, negando però risolutamente che l’acqua radioattiva potesse finire in mare; solo ora ha smesso di definire impossibile quell’intuitiva evidenza.
L’asserzione che Fukushima è meno grave di Chernobyl è basata solo sulla radioattività dispersa nell’atmosfera. Un giorno – chissà quando – avremo anche i dati completi sulla radioattività dispersa nell’acqua. E allora, solo allora, si potranno tirare le somme e fare i paragoni.
A proposito. La Tepco non ha mai spiegato il motivo per cui la radioattività nella falda sotterranea d’acqua si è innalzata rapidamente fino a valori stellari (io un’ipotesi ce l’avrei, e continuo a sperare che venga smentita).
Continua a dire che il grosso dell’acqua radioattiva rimane confinato all’interno degli edifici della centrale nucleare. Che ne è uscita solo una piccola quantità e che questo ha portato solo ad una piccola contaminazione dell’oceano.
Vedremo se anche questa affermazione fa parte della tecnica di somministrazione omeopatica della verità. In ogni caso, l’ho scritto e lo ripeto: nel 1986, ai tempi di Chernobyl, i sovietici si comportarono da galantuomini con l’opinione pubblica rispetto ai giapponesi di Fukushima.
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