A DIECI ANNI DI DISTANZA L'INGHILTERRA "RIVEDE"COSA SAREBBE SUCCESSO ENTRANDO NELL'EURO.....
Un gran boom, un gran botto, ora addio all'euro ..Nigel Farage al No.10 di Downing st.?
Arrivò a quella conclusione quel giorno stesso.
La decisione non creò dubbi sin dall'inizio, Brown non aveva alcun dubbio sulla decisione di non entrare nella moneta unica, e le analisi fatte dal Ministero del tesoro, confermarono le sue "certezze" procurandogli degni argomenti da usare come fendenti al grande entusiasta Tony Blair.
Quattro dei cinque test, inclusi due molto importanti, che coinvolgevano, la sostenibilità, la convergenza, e la flessibilità. Questi test fallirono. Questo era una incontrovertibile verità, I due membri favorevoli all'euro, Chales Clarke e Patricia Hewitt, dichiararono che la decisione era quella del ministero del tesoro, ma che la posizione di Brown era ineccepibile.
La decisione sull'ingresso alla moneta unica venne quindi stralciata dall'agenda a tempo indefinito.
E meno male ! L'euro ha dimostrato d' essere esattamente un distruttore del lavoro, creatore di recessione, e un mostro di anti democrazia così come era stato predetto dai dubbiosi dell'euro.
Questo è quello che si pensava fosse.. Un super monetarismo, "Thacherismo sfrenato" "disdicevole" per rimanere British. Le persone a cui piaceva l'euro, erano i civilizzati, persone che sostenevano l'arte, quelli che "passavano" le vacanze in Toscana.Tanto era sentita la scelta "euro" si o "euro" no, che perdendo quelli a favore, gli altri decisero di andarsene in giro con i loro furgoni decorati con la bandiera di S. Giorgio.
Oggi, è veramente difficile trovare anche nel partito liberale un entusiasta dell'euro o dell'ingresso nella comunità europea, la disillusione su quello che un tempo venne chiamato "il progetto" è praticamente totale, la doppia profonda recessione dura già da 18 mesi, mentre la disoccupazione ha raggiunto il 12.2% ed è in crescita.
Immaginiamo per un momento che Nick Clegg, Ken Clarke e Tony Blair avessero trionfato nel 2003, creiamo una storia virtuale alla Niall Fergusson, e cerchiamo di immaginare cosa sarebbe successo se Brown fosse stato sconfitto da Blair, entrando così nell'euro del 2005.
Stage 1° Transizione e sostituzione del Pound con l'Euro. La parte più importante di questo processo sarebbe fissare il valore d'ingresso nell'Euro, (primo test per la Cancelliera). La sterlina era già stata sopravalutata nei primi del 2000 grazie alla combinazione degli interessi relativamente alti e dal prolungato periodo di crescita. Il governo Britannico temeva l'ingresso alla moneta unica con un valore d'ingresso alto , questo avrebbe penalizzato la produzione Britannica, mentre quelli che già erano nella moneta unica temevano un'ingresso basso del Pound, aumentandone la concorrenza commerciale,compresi i settori dei sistemi finanziari. Nonostante i tentativi fatti dal governatore della banca d'Inghilterra Mervyn King, ad abbassare il valore del Pound, risultava chiaro a tutti che comunque era troppo alto.
Questo è il prezzo che si paga per non essere entrati all'inizio dissero i sostenitori euro.
Stage 2° Il secondo livello sarebbe stato quello denominato "Bolla". Avendo ceduto la sovranità monetaria, l'Inghilterra avrebbe dovuto accettare il tasso d'interesse stabilito dalla BCE, per l'Eurozona. Come membro maggioritario dell'unione, L'Inghilterra, portò avanti la discussione sulla politica monetaria, "troppo" libera per paesi già nel boom edilizio, dove gli scambi si deterioravano anno dopo anno (Spagna). Mentre in Spagna e in Irlanda una bolla spettacolare si sviluppava nel mercato dell'edilizia privata fagocitata anche da prestiti a bassissimo interesse , della serie tutto fa brodo, in barba a tutte le regole sui prestiti.
Anche l'Inghilterra , nonostante fuori dall'euro, ebbe un boom edilizio nel 2000, fossimo stati dentro l'euro sarebbe diventato un Far West. Quando la bolla scoppiò,nel 2007 fu spettacolare. I mercati finanziari implosero, le banche smisero di fare prestiti e anche il micro credito si fermò. Il mercato delle case collassò, nel frattempo la disoccupazione come conseguenza crebbe, mentre i Governi dovettero aumentare le tasse per sopperire al mancato gettito fiscale, La speculazione presunta per consentire all'Inghilterra di uscire dall'euro, sarebbe stata esattamente uguale a quando L'Inghilterra lascio il meccanismo di cambio nel 1992, con il risultato che i cittadini chiesero un maggiore tasso d'interesse per sostenere il debito Inglese. Infatti Blair dovette chiedere aiuto alla Troika - Il fondo monetario Internazionale, la BCE. Le condizioni del prestito furono estremamente severe, la più grande riforma mai organizzata, tagli pesanti al welfare e alle pensioni, riduzione degli stipendi su tutto il settore pubblico. Privando l'Inghilterra, dalla sua valvola di sicurezza, la svalutazione, senza quest'ancora di salvezza la Gran Bretagna, dovette fare quello che Spagna, Grecia, Portogallo, e Irlanda hanno fatto ridurre i costi interni per guadagnare competitività.
A differenza dei sopracitati paesi da noi non vi era quest' attaccamento all'identità politica Europea. Come risultato, l'avvicinarsi delle elezioni politiche del 2010 furono segnate da proteste in strada, allargandosi sempre più alla rabbia delle persone. L'opposizione dei conservatori cavalcò la richiesta di un referendum, per stabilire se l'Inghilterra dovesse entrare in Europa. La vittoria dei contrari all'ingresso definitivo in Europa fu schiacciante. Il partito dei laburisti precipitò sotto 100 il peggiore risultato dal 1930, mentre il partito per 'l'indipendenza di Nigel Farage fece incetta di voti in maniera spettacolare...
Dopo il referendum, seguirono le elezioni, il voto era decisamente legato all'uscita dall'Euro, I mercati finanziari reagirono vendendo i bonds di tutti i paesi nell'Eurozona, cercando di combattere, I rigori austeri dei programmi delle commissioni europee a Bruxelles, e dell' ECB a Francoforte.Da allora, il quadro fu chiaro per tutti i paesi dell'Eurozona ad eccezione per lo zoccolo duro e cioè Germania, Austria e Finlandia. Le turbolenze dei mercati causate dall'uscita della Gran Bretagna si provarono "terminali per l'Euro".
Gli investitori capirono cosa poteva succedere se un paese avesse ulteriormente abbandonato l'unione, pertanto fecero crescere gli interessi sui debiti dei paesi,.. perchè certi di avere sottostimato quel tipo di evento. Per l'Inghilterra non fu certo facile, e dopo una profonda e dolorosa recessione, la ripresa economica ripartì.. In breve questo è quello che sarebbe successo se Blair avesse vinto, contro Brown nel 2003, Il boom sarebbe stato maggiore, ma altrettanto l'esplosione con un gran tonfo.La Gran Bretagna, avrebbe comunque distrutto l'euro in partenza, e oggi sarebbe sul punto di lasciare totalmente l'Europa. La possibilità che Nigel Farage divenga il nuovo primo ministro è altamente probabile.
Riflessione : Nessuno e ripeto nessuno dei paesi oggi facenti parte di quest'Europa poteva valutare l'idea di fare quei stress test fatti dall'Inghilterra?, Vorrei ricordare al lettore che il nostro cambio avvenne per un valore quasi doppio della nostra Lira e cioè 1936.27 , rivalutando in tal maniera la nostra moneta, la nostra competitività venne di fatto distrutta. Ma leggendo la storia passata è facile riscontrare i malumori, di paesi come la Francia e la Germania, che da sempre lamentavano grazie alla nostra lira svalutata, una competizione commerciale imprevaricabile a danno delle loro economie. Ci volevano due geni per capire che il cambio ci avrebbe distrutti per sempre? Ed infine I nostri politici dementi, riescono a capire che non vogliono la nostra uscita dalla zona Euro solo fino a quando anche noi come la Grecia, ci ritroveremo senza aziende e senza lavoro in maniera da non costituire più un pericolo commerciale per loro?
Rex.
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