lunedì 18 aprile 2016

Pansa: per Renzi una grande disgrazia dietro l’angolo .

Quanti sono gli italiani che leggono l’Osservatore romano, il quotidiano della Santa Sede? Immagino pochi, nonostante sia un giornale ben fatto e sempre molto informato, grazie all’abilità professionale del suo direttore, Giovanni Maria Vian. Eppure in questi giorni si è discusso molto di un’intervista pubblicata dal foglio vaticano. A parlare era il vescovo cattolico Fragkiskos Papamanolis, il presidente dell’episcopato ellenico, uno dei dignitari che ieri hanno accolto Papa Francesco al suo arrivo nell’isola di Lesbo. Papamanolis gli avrà detto quello che aveva spiegato all’Osservatore romano? Penso di sì dal momento che in certi casi i preti, anche quelli più cauti, sanno andare giù duro.
Il vescovo in questione, un signore con un bel viso corredato da una barba bianca, ha rivelato che in Grecia la questione dei migranti nelle isole elleniche sta diventando molto pericolosa. Non c’è pace tra gli ulivi di quel territorio. I furti e i saccheggi nei negozi di alimentari si stanno moltiplicando. Una quota di profughi, esasperati dalle traversie incontrate e dalle condizioni disumane di vita nei centri di accoglienza, diventano violenti e si abbandonano a gesti deprecabili.
Come reagiscono i greci di Lesbo e delle altre isole? Si stanno armando. Un negoziante di articoli per la caccia ha dichiarato alla televisione ateniese di aver venduto nelle scorse settimane più fucili e munizioni che in un anno. Altrettanto allarmanti sono le notizie che arrivano da paesi europei lontani dalla Grecia. Venerdì Libero ha rivelato quando sta accadendo in Bulgaria. La tivù di Sofia ha dedicato un servizio a Dinko Valev, un giovanottone di 28 anni, definito «super eroe» perché con altri bulgari, armati come lui di fucile, pattuglia il confine con la Turchia.
Sono sintomi pericolosi di una tensione che l’arrivo continuo di profughi sta facendo crescere in Europa. Quanto ne sappiamo noi cittadini della Ue ancora al sicuro nelle nostre case? Poco o niente. Non ho trovato inchieste o studi che descrivano le conseguenze sui civili dello tsunami migratorio in atto. Anche libri importanti come L’assedio di Massimo Franco, pubblicato pochi giorni fa da Mondadori, volano alto e non si occupano di quanto succede in basso, nelle città, nei paesi, nelle strade. Dunque mi affido a quel che vedo e annoto nei miei taccuini. La prima sensazione è che, sotto il fastidio per la ciclopica transumanza, stia montando una rabbia pronta a esplodere.
Di lavoro non ce n’è per tutti. Chi fa la spesa lamenta l’accattonaggio all’ingresso dei supermercati di gruppi sempre più folti di neri. Abbordano le signore chiamandole «mami» e pretendono una mancia, anche di un solo euro. Eppure non hanno l’aspetto dei mendicanti. Non di rado sfoggiano abiti buoni. Possiedono cellulari di ultima generazione o altre diavolerie elettroniche per chattare di continuo, senza smettere mai.
L’italiano qualunque si infuria quando sente parlare di emergenza. La convinzione sempre più diffusa è che l’arrivo dei clandestini durerà per anni, creando problemi difficili da risolvere. Il rebus è dove collocare questi migranti. I centri di accoglienza sono al collasso, così dicono quanti li dirigono. Il governo ha sollecitato i comuni a fare la loro parte. E il motivo, non dichiarato, è evidente.
Si comincia a parlare di requisizione degli alloggi sfitti. I sindaci dovrebbero indicare dove si trovino e a chi appartengano. L’augurio è che siano soltanto parole. Se accadesse davvero, vedremmo la rivolta anche degli italiani più miti. Con esiti che danno i brividi.
Mi pare di aver capito che l’uomo della strada non creda per davvero all’equazione «immigrati uguale terroristi». Ma a giudizio di molti, l’Austria fa bene a sbarrare i confini. Però il vero problema è un altro. I migranti sono quasi tutti giovani e in gran parte maschi. Invece noi europei siamo un insieme di popoli vecchi. Se iniziasse un’epoca di tensioni etniche, saremmo destinati a perdere. Qualcuno sostiene che stiamo già perdendo. Ed elenca i vantaggi che i clandestini ottengono. A scapito dei residenti, poiché il denaro non ci sarà per tutti.
Anche per questo motivo si va diffondendo una convinzione che sino a poco tempo fa non era di molti. Dice: il governo Renzi ha commesso l’errore fatale di non respingere sin dall’inizio i barconi che partivano dalla Libia in direzione dell’Italia. Bisognava minacciare di affondarli e, se necessario, farlo subito. Ci sarebbero stati dei morti? Pazienza, il medico pietoso uccide l’ammalato.
In casa nostra è prevalsa la carità dei cattolici, dei preti, dei vescovi e di Papa Bergoglio. Nessuno ha dimenticato la visita del Pontefice a Lampedusa e il suo invito ad accogliere tutti i clandestini.
«Adesso dovremo tenercela in casa, questa gente che campa alle nostre spalle!» impreca l’italiano qualunque. Il successo della Lega e soprattutto del suo leader, Matteo Salvini, nasce da questo umore acre. Tanti sono convinti che il leghismo muscoloso non andrà mai al governo. Ma questo non incrina il prestigio del leader in felpa da battaglia. Anche lui, come il bulgaro Dinko Valev, è considerato un super eroe. Se riempie le piazze, il motivo è soltanto questo, non il programma leghista che quasi nessuno conosce.
Del tutto opposto è il giudizio su Matteo Renzi, il premier. Se ascoltiamo quel che si dice di lui nei bar, in trattoria, sul treno e per strada, la sensazione è una sola: la sua popolarità sta calando con una velocità imprevista. A incrinarla è l’atteggiamento nei confronti delle ondate migratorie. Può essere possibile che il premier riesca a fermare la discesa dei consensi, però non sarà un esercizio facile.
I capi d’accusa contro di lui sono parecchi. È un cattolico, ragiona come un boy scout, non si metterebbe mai contro Papa Bergoglio. Ma è soprattutto un parolaio a vuoto, un fancazzista che si vanta di successi inesistenti. Anche le sue ultime uscite sembrano fatte apposta per irritare la gente senza potere. Renzi ha appena detto: «In Italia non c’è un’invasione in corso. I numeri degli sbarchi sono appena qualcuno in più rispetto all’anno passato».
Le cifre diffuse dai suoi uffici lo smentiscono. Il ministero dell’Interno rivela che negli ultimi tre mesi di questo 2016 sono sbarcati sulle coste italiane 24mila clandestini, il 25 per cento in più rispetto al primo trimestre del 2015. Soltanto negli ultimi tre giorni abbiamo accolto seimila migranti. E altri ne arriveranno.
Un signore anziano mi ha detto, infuriato: «Se Renzi non è in grado o non vuole impedire l’arrivo dei barconi, almeno ci racconti la verità. Non credo che il premier sia un bugiardo seriale. Del resto tutti i capi di governo mentono. Ma lui ha la menzogna facile. Credo che molti italiani se ne ricorderanno quando si andrà a votare per il nuovo Parlamento».
È una previsione esatta? Anche il Bestiario, nel suo piccolo, è tenuto a dire la verità. Il sottoscritto ritiene che le grandi masse abbiano la memoria corta. E il giorno che si apriranno le urne, in tanti andranno a votare per Renzi, per mancanza di avversari. Nel frattempo, lui avrà messo in piedi il suo gioco di prestigio più sopraffino: il Partito della Nazione. A impedirgli di stravincere può essere soltanto una grande disgrazia legata all’invasione dei clandestini. Nessuno se la augura. Ma è dietro l’angolo.
di Giampaolo Pansa

Blog della COMUNITA' IPHARRA

Non più destra, non più sinistra, non più etichette, non più finzioni nominalistiche ma attività mirate a creare le premesse culturali e politiche per una Costituente di Popolo che sia alternativa reale ed organica agli schemi partitici ed agli artifici ideologici. Momenti di lotta diretta a colpire le oligarchie di potere per le quali il " rito del voto" costituisce la legittimazione per continuare ad esercitare le loro angherie ai danni del Popolo.

Presidente della Nigeria: “Non date asilo ai nigeriani, da qui partono solo i delinquenti”

Pubblicato su 8 Febbraio 2016 da FRONTE DI LIBERAZIONE DAI BANCHIERI in POLITICAESTERI

L’on. mussulmana Sbai: “le vostre figlie saranno schiave e velate. Italiani svegliatevi” - See more at: http://www.riscattonazionale.it/2016/01/18/lon-mussulmana-sbai-le-vostre-figlie-saranno-schiave-e-velate-italiani-svegliatevi

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“Allora ti vengo a prendere domani, arrivi con l’ aereo delle velate”.
Mi scusi, onorevole Sbai, ma chi sono le velate?
«Le italiane, mia sorella le chiama così. Quando vado a trovarla a Casablanca mi vede scendere dall’ aereo che arriva da Roma circondata da marocchine immigrate. Sono tutte velate, vestite di nero, con gli occhi bassi».
E non è normale?
«Per niente. Sono arrivata in Italia a 19 anni, per amore, e prendo quell’ aereo dagli anni ’80. Era un tripudio di voci e colori. Sbarcavano sorrisi, donne felici, vestite di arancione, giallo, azzurro. Ora sembrano tutte vedove, solo che il marito è vivo e il lutto che portano è per la loro vita. La cosa terribile è che sono partite dal Marocco libere. Sono diventate schiave in Italia».
Mi spiega più nel dettaglio questo processo di schiavizzazione?
«L’ islamico arriva in Italia per lavorare e ha tutte le difficoltà dell’ immigrato: è solo, disorientato, debole. Ma noi non lo integriamo, non gli diamo i nostri valori, le regole, i costumi, ce ne disinteressiamo con la scusa di rispettarlo. Così l’ unico riferimento che gli resta è la moschea fai da te. Lì predica un imam che risponde direttamente a Riad, quando non a Raqqa, e su cui lo Stato non esercita alcun controllo e l’ immigrato impara l’ islam estremista. Quando torna a casa lo impone alla famiglia. Quando poi in un palazzo la prima donna porta il velo, il gioco è fatto, gli altri mariti per dimostrare di essere loro a comandare in casa, lo impongono alle loro mogli. E, quando compiono 11 anni, alle figlie».
Il Qatar finanzia la costruzione di 33 nuove moschee in Italia…
«Non dovremmo consentirlo. Diventeranno vivai di terroristi. Il Marocco chiude le moschee integraliste, noi le apriamo. Siamo ignoranti, non capiamo che la seconda generazione farà più danni della prima. Nell’ islam lo scontro tra padri e figli è più forte che in Italia ed è capovolto: nell’ islam i giovani sono più rigidi e tradizionalisti dei padri. Io la chiamo la generazione dei convertiti, perché sono passati dall’ essere musulmani a essere fanatici».
Com’ è potuto accadere?
«La prima ondata migratoria, negli anni ’80, era culturale o di lavoro qualificato; erano pochi, arrivavano da un islam pacificato, volevano integrarsi e avevano curiosità per il diverso, come l’ avevo io. Poi è arrivata l’ immigrazione rurale, su cui ha avuto presa l’ islam estremista salafita predicato in molte moschee. Si è formata una comunità poco aperta al dialogo ma ancora rispettosa delle leggi. Ora tocca ai figli, che dovrebbero integrarsi in un’ Italia in crisi, di valori ed economica. Non hanno lavoro né soldi ma vedono i soldi dei loro coetanei italiani, e non hanno neppure la propensione al sacrificio dei loro padri. Sono carne da macello per il jihad, migliaia di potenziali reclute del terrorismo islamico».
Come avviene il reclutamento?
«Con i soldi. L’ Arabia, lo Yemen, il Qatar, l’ Isis, fanno arrivare soldi alle moschee. I giovani vengono coccolati, pagati, viziati. Cadono nella rete e non possono più venirne fuori. Verrebbero uccisi se ci provassero».
Ma l’ Italia cosa può farci?
«Deve smettere di dare soldi alle associazioni islamiche, perché vengono usati per fare proselitismo. E deve imporre il proprio modello, non lasciar fare. L’ integrazione dev’ essere obbligo non optional. Servono regole e divieti, perché gli estremisti vanno dove hanno più libertà. La nostra tolleranza ci condanna; gli islamici la interpretano come debolezza, si esaltano, ci giudicano molli e incapaci e attaccano. La conquista dell’ Occidente è stata pianificata nella penisola araba negli anni ’90. Punta a radicalizzare lo scontro e islamizzare l’ Occidente infedele. È stata messa a bilancio una somma, sono state costruite moschee, formati imam, spediti in Europa soldi, armi e uomini per fare proselitismo».
Le aggressioni di Colonia rientrano in questo piano?
«Certo, alla voce terrorismo sessuale. È stata una rappresaglia. Dopo che la Merkel aveva annunciato una stretta sull’ accoglienza e sulle norme anti-terrorismo è esplosa la rabbia integralista. Stuprare le donne del nemico è uno dei più classici atti di guerra».
Le donne occidentali hanno sottovalutato l’ episodio?
«Le donne occidentali sono più buone e tolleranti con gli immigrati islamici che le stuprano che con i loro mariti. Immagini se quello di Colonia fosse stato un raid dell’ estrema destra cosa avremmo sentito. Queste signore radical chic con la borsa Hermés che dicono che non bisogna strumentalizzare gli stupri di Colonia sono prigioniere dei loro stereotipi e non possono più tornare indietro. Identificano l’ immigrato con il debole e non vedono altro. Ma così lo trattano da inferiore, sempre da immigrato e mai da uomo, si preoccupano solo di mettergli il panino in bocca. È un misto di buonismo perverso e ingenuità».
Cosa possono fare le donne italiane per le islamiche d’ Italia?
«Farle uscire di casa, creare una rete amicale, degli incontri. E battersi contro il velo».
Dovremmo vietarlo in Italia?
«Il burqa, ma anche il velo. Difendere il velo non è rispetto per la cultura islamica ma complicità con chi sottomette le donne. Non conosco donne che portino il velo con orgoglio».
Ultimamente alcuni grandi stilisti occidentali hanno firmato collezioni con la donna velata…
«Sono contrarissima. Gli stilisti studino la moda marocchina, con capi bellissimi e rigorosamente senza velo. Avanti così, i padri italiani tra qualche anno si vedranno tornare a casa le figlie con il velo. Si comincerà per gioco, per imitare la compagna di classe, ma non si sa come finirà».
La Serracchiani in Iran ha esibito il velo, pubblicando un’ allegra e orgogliosa fotogallery…
«Doveva rifiutarsi, per le straniere è obbligatorio solo in moschea. Ha voluto essere più realista del re. La Fallaci era diversa, non si mise il velo neppure davanti a Khomeini. Altre donne e altri tempi, l’ Occidente è regredito. E la prova sono le velate. Oggi il Marocco importa estremismo dall’ Italia. Da ragazza andavo in spiaggia in costume da bagno, ora non potrei. L’ islam estremista, quello arabo-wahabita, attraverso l’ Europa sta conquistando Paesi musulmani dove non aveva mai attecchito in centinaia d’ anni».
Pensa che anche i media abbiano delle responsabilità?
«Enormi. I media hanno fame di islam integralista. Ormai in tv se non hai il velo non sei ritenuta attrezzata per parlare di islam, non ti chiamano come esperta di mondo arabo. Io sono un’ eccezione, ma lo devo anche all’ esperienza politica. E pensare che ero venuta in Italia per laurarmi in Lettere e studiare Petrarca e Leopardi».
E poi cos’ è successo?
«Alla Sapienza mi hanno detto che di studiosi di Leopardi ne avevano tanti e che serviva qualcuno che si specializzasse in diritto islamico, per confrontarsi con il mondo arabo. Ho avuto un osservatorio privilegiato per studiare il fallimento dell’ integrazione e della società multiculturale».
I moderati islamici chiedono un’ intesa con lo Stato che regolamenti e dia diritti alla religione musulmana in Italia. Cosa ne pensa?
«Assolutamente no, la comunità islamica non ha nessun referente autorizzato a trattare. Sono tutte associazioni rappresentative solo di loro stesse. Sarebbe il caos, esattamente come nel mondo arabo di oggi».
C’ è chi dice che l’ islam è una religione che si nutre di violenza…
«Sono già destinataria di tante fatwe, non vorrei arricchire la collezione. C’ è perfino una vignetta in cui vengo minacciata di morte».
Rischiamo un’ altra fatwa, via…
«Posso dirle che alcune sure inneggiano alla guerra e alla sottomissione delle donne. Ma non è il punto decisivo, analoghi passaggi ci sono nella Bibbia. Il problema è che oggi in Europa l’ islam moderato non esiste più, non parla, non scrive, neppure interessa».
Lei è cattolica o musulmana?
«Io sono laica. Ma posso dirle che in Italia non c’ è libertà religiosa. Penso a Rachida, uccisa dal marito a Brescello perché si è convertita. In Italia i musulmani convertiti al cristianesimo non possono nemmeno indossare un crocifisso, pena la morte»
Cosa pensa del Papa, molto aperto al dialogo con l’ islam?
«Che non si discute, è il Papa. Io sono arrivata con Wojtyla, grande politico e anticomunista. Di Ratzinger ho amato l’ autenticità. Bergoglio non capisco dove vuole andare a parare. Dovrebbe occuparsi di più della mancanza di libertà religiosa dei cristiani nel mondo, e perfino in Italia».
Come mai è una così fervente anticomunista?
«Sono nata musulmana. La sinistra coccola gli islamici ma forse ignora che l’ islam odia il comunismo almeno quanto il cristianesimo. Comunque sì, sono di destra, ho bisogno di regole, ordine. Mio padre invece era socialista, un medico, un musulmano illuminato, che ha mandato me e i miei sette fratelli alla scuola francese. E anche mia madre lo era».
I partiti di centrodestra li ha girati un po’ tutti…
«Non li ho girati tutti, sono entrata nel Pdl da An. Ora a destra c’ è solo la Lega, e quindi sono emigrata. Sono convinta che Salvini abbia le doti per diventare premier».
Non è troppo estremista?
«Al contrario, il suo difetto è che è un buono. E poi basta accusarlo di populismo e razzismo. Interpreta l’ insofferenza mia e di molti verso il disordine. Gli italiani sono disperati, i giovani vanno via. Tra trent’ anni rischiamo di essere completamente islamizzati».
Berlusconi le manca?
«Lui esiste ancora, ma solo lui. Se vuole far sopravvivere Forza Italia deve cambiare del tutto la classe dirigente. Mi manca molto in politica estera. Aveva capito gli arabi, teneva in pugno la Libia. Tra i motivi principali del complotto internazionale che l’ ha destituito c’ era la volontà di Usa e mezza Europa di sostituirlo nei rapporti privilegiati con molti Paesi arabi».
Complotto internazionale?
«Partiti e politici islamici sono profondamente antidemocratici, divisi e incapaci di gestire il potere. I dittatori erano funzionali alla stabilità del Medio Oriente e avevano rapporti consolidati con l’ Europa. L’ Arabia per ragioni economiche e religiose e gli Usa per ragioni economiche e politiche hanno voluto cambiare lo scenario puntando sui partiti religiosi e sono nate le primavere arabe. L’ Europa non ha capito e ci è cascata, uscendone con le ossa rotte, ma anche Usa e Arabia hanno sbagliato i calcoli».
Perché?
«Per l’ incapacità dei partiti islamici di governare, basta vedere quello che è successo in Egitto. È il Paese culturalmente più attrezzato e non a caso sono scesi in piazza in 30 milioni contro i Fratelli Musulmani».
E cosa pensa dell’ Isis? Ha appena vinto il premio Nabokov con «Isis, il palcoscenico dell’ orrore», il suo libro sullo Stato Islamico…
«È il risultato del fallimento delle primavere arabe. Agli estremisti sunniti è stata data una terra, tra Iraq e Siria, per portare la guerra in aree sciite, fino alle porte dell’ Iran. L’ Isis è un problema interno all’ islam. Ora si troverà un accordo per spartirsi la Siria e lasciare una via di fuga ad Assad».
Di Putin possiamo fidarci?
«Conosce l’ islam meglio di tutti, per averlo sconfitto in casa. Se vogliamo battere l’ Isis militarmente dobbiamo farlo attraverso di lui. Gli Stati Uniti, abbiamo visto in Iraq e Afghanistan, non ne sono capaci. L’ Europa non ne ha le forze e l’ Italia non è nulla».
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Mario Draghi
Una decisione storica, e inattesa, quella di Mario Draghi: il governatore della Banca centrale europea taglia i tassi al minimo storico, il costo del denaro passa allo 0 per cento. L'ex numero uno di Bankitalia usa ancora il consueto bazooka contro i rigurgiti della crisi economica e contro le bizze delle Borse. Un'arma che però nessuno pensava fosse disposto a mettere in campo. Il taglio del costo del denaro ha effetti non soltanto macroeconomici, ma anche concreti sulla nostra vita di tutti i giorni. Passiamoli in rassegna.
Borsa - Primo obiettivo di quest'ultima sforbiciata ai tassi è dare fiato alle Borse, gravate da questo inizio difficile di 2016. Il messaggio di Draghi è chiaro: la Bce fa da scudo, in ogni modo possibile, agli attacchi speculativi, agendo in modo sempre più simile a quello della Fed statunitense, che non aveva esitato a tagliare il costo del denaro fino allo zero e sotto. In parallelo, la mossa sui tassi dovrebbe sopire le recenti tensioni sullo spread, il famigerato differenziale che era tornato a salire in modo a tratti preoccupante.
Mutui - Per chi ha già un mutuo in corso cambia poco: i prestiti per la casa seguono l'indice Euribor, che è già ai minimi storici e vicino allo zero ormai da mesi. Per chi ha un mutuo non a tasso fisso, la rata non cambierà. Qualcosa potrebbe invece cambiare per le famiglie che hanno un finanziamento ancorato al tasso Bce: prodotti che però, nel nostro Paese, hanno una scarsa penetrazione. Il taglio della Bce potrebbe però innescare un volano positivo sugli spread delle banche: i vantaggi potrebbero raccoglierli le famiglie che ancora un mutuo devono sottoscriverlo. Il prestito, infatti, potrebbe diventare meno caro e avere effetti anche sui vecchi mutui, "rottamabili" con la surroga.
Imprese - La sforbiciata al costo del denaro potrebbe portare per le imprese alcuni risparmi complessivi. Per i prestiti già negoziati, infatti, i costi non saranno rivisti automaticamente; la revisione automatica avverrà soltanto nei casi dei contratti che lo prevedono (come per esempio accade sui mutui a tasso fisso o variabile). La maggiore quantità di denaro, però, si renderà disponibile a prezzi più bassi: questo comporta un calo dei costi impliciti per ogni tipo di spiegazione.
Inflazione - Obiettivo, farla aumentare. L'inflazione troppo bassa, nonostante le apparenze, non è una buona notizia. Lo è infatti soltanto nel brevissimo periodo: il rialzo dei prezzi è una delle grandezze che incrementano i ricavi delle imprese e la loro disponibilità a creare lavoro.

DOPO IL QUANTITATIVE EASING DRAGHI SI PREPARA A FOTTERE NUOVAMENTE GLI ITALIANI!

Di tutto questo non si parlerà nel direttorio della Bce di mercoledì prossimo, l' ultimo prima che decollino i nuovi prestiti Ltro che le banche dovrebbero girare alle imprese per riattivare il ciclo dello sviluppo

Denunce, Economia, Esteri, Politica
 
Scritto da Gerardo
 
09:13 del 18/04/2016
 
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DAL BAZOOKA ALL'ELICOTTERO, DRAGHI LE PROVA TUTTE - DOPO UN 'QUANTITATIVE EASING' CHE HA SALVATO LE BANCHE E I BILANCI STATALI, MA NON HA MESSO UN EURO NELLE TASCHE DEI CITTADINI, LA BCE CI RIPROVA CON L'HELICOPTER MONEY', PER COSTRINGERE GLI ISTITUTI A PRESTARE SOLDI - GERMANIA CONTRARIA
Di tutto questo non si parlerà nel direttorio della Bce di mercoledì prossimo, l' ultimo prima che decollino i nuovi prestiti Ltro che le banche dovrebbero girare alle imprese per riattivare il ciclo dello sviluppo - La Bce potrebbe permettersi di stanziare 444 miliardi euro per la distribuzione di liquidità direttamente ai consumatori... 
«Possibili forti perturbazioni sui cieli finanziari dell' Eurozona: non si escludono precipitazioni fino a 1.300 euro pro-capite». Questo potrebbe essere, in un futuro non lontano, l' annuncio del meteo-Borsa che darà così l' avvio della «politica dell' elicottero», cioè la distribuzione di moneta sonante dalle banche centrali alle tasche dei cittadini.
Quattrini piovuti dal cielo, come la manna biblica. Più o meno con lo stesso obiettivo: nutrire la ripresa, finora refrattaria agli stimoli profusi dalle banche centrali. Una scelta rischiosa, che finora nessuno ha osato tradurre in pratica. Ma è altrettanto vero che fino ad oggi nessun banchiere centrale si è trovato di fronte ai problemi che minacciano da vicino il futuro stesso dell' Unione europea.
Un pericolo che Mario Draghi ha già segnalato nella sua drammaticità: «Si pongono interrogativi riguardo alla direzione in cui andrà l' Europa e alla sua capacità di tenuta a fronte di nuovi shock». E così, parlando a Washington a margine del Fondo Monetario, il banchiere ha sottolineato che è necessaria «un' azione determinata dei governi» con «politiche fiscali più orientate alla crescita, dando la priorità agli investimenti pubblici e alla riduzione delle tasse sul lavoro». E se i governi non si muovono, la banca centrale è pronta ad azionare l' arma del denaro a pioggia, invadendo il terreno della politica fiscale.
IL BLOCCO TEDESCO
Di tutto questo non si parlerà nel direttorio della Bce di mercoledì prossimo, l' ultimo prima che decollino i nuovi prestiti Ltro che le banche dovrebbero girare alle imprese per riattivare il ciclo dello sviluppo. La misura è senz' altro positiva, così come lo sono gli acquisti «rinforzati» dei titoli di Stato (da 60 a 80 miliardi mese). Ma non è sufficiente a riattivare la cinghia di trasmissione Bce-banche-famiglie/imprese per far arrivare i quattrini all' economia. Il motivo? Più d' uno, ma tra questi spicca l' atteggiamento della Germania che, incurante delle regole, vanta ormai un surplus commerciale del 9,1% del prodotto interno lordo generando risparmi che non si traducono in investimenti.
MENO TASSI, MENO TASSE
Ma se i canali tradizionali non funzionano, l' alternativa è una sola: far arrivare direttamente i soldi in tasca ai cittadini, aggirando l' intermediazione delle banche. Ma come fare? La via più semplice ed efficace è quella di dar più soldi ad imprese e cittadini tagliando le tasse. In questo modo ovviamente si manderebbero in soffitta i parametri di Maastricht e tutti gli impegni in materia di austerità presi in base alla ricetta tedesca.
Nel breve il risultato sarebbe un immediato aumento del debito pubblico (in attesa che la ripresa di investimenti ed entrate fiscali abbattano il deficit come è avvenuto in Usa). Ma a sostenere il passivo di Stato ci penseranno gli acquisti di Bot e Btp da parte delle banche centrali. Un fenomeno già in atto, in forma strisciante, visti gli acquisti del Quantitative Easing condotti dalla Bce attraverso le banche nazionali.
Ma da perseguire con un obiettivo esplicito: meno tasse per i cittadini e le imprese secondo la ricetta che l' economista Adair Turner ha descritto in uno studio presentato al Fondo Monetario: «L' Helicopter money, con cui intendiamo un aumento dei deficit di bilancio, può in alcune circostanze essere l' unico modo per stimolare la domanda nominale, e può portare con sé meno rischi per la futura stabilità finanziaria rispetto alle politiche tradizionali». Ma, aggiunge, «sarà una politica efficace solo se siamo certi che si trasformerà in un aumento della produzione reale e se riteniamo che un aumento del tasso di inflazione è di per sé desiderabile».
SOLDI SUBITO
Secondo i calcoli di Nordea, la prima banca scandinava, la Bce potrebbe permettersi di stanziare 444 miliardi euro per la distribuzione di liquidità direttamente ai consumatori. Tenendo conto che nella zona euro gli abitanti sono 340 milioni, si tratterebbe di 1.300 euro a testa.
Un bel regalo che potrebbe essere fatto in contanti o acquistando titoli di Stato direttamente all' emissione e non sul mercato secondario come avviene oggi. E per evitare che la politica dei tassi negativi inneschi una corsa alla liquidità da parte dei risparmiatori, le banche centrali potrebbero decidere di passare a una fantasy monetary policy: stampare denaro per finanziare tagli di tasse allo scopo di uscire dalla spirale deflazionistica.
Sarebbe una mossa disperata, un po' come aprire le chiuse di una diga per evitare il crollo. Ma l' Unione europea di oggi assomiglia a una diga che rischia di crollare sotto il peso delle pressioni interne ed esterne mentre i leader discutono del colore delle porte.

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