Mentre parlano nel giardino vicino alla loro casa, con Valentino che li tiene entrambi per mano, Antonella e Maurizio ci raccontano come è iniziato il loro incubo.
La coppia era sposata da un anno quando, nel 2002, è nato Valentino. Tutto era andato bene e loro erano entusiasti di tornare a casa con il loro bambino.
Antonella, che lavora come impiegata part-time in una azienda tessile, e Maurizio, geometra presso un’azienda costruttrice di infrastrutture, hanno sempre accompagnato entrambi Valentino a tutti gli appuntamenti del calendario vaccinale.
Era uno degli ultimi giorni di Marzo del 2004 quando al bambino venne somministrato l’MPR. Valentino, diceva già “Mamma” e “Papà”, muoveva già i primi passi e le due nonne erano incantate dalla sua voglia di comunicare.
I genitori hanno posticipato di un mese il vaccino MPR (normalmente somministrato a 13 mesi) perché Valentino aveva avuto un brutto episodio di gastroenterite virale, che era stato segnalato alla pediatra.
Antonella aveva informato anche il medico che materialmente fece il vaccino dell’episodio e chiese se era il caso di vaccinare Valentino. Il dottore le rispose che non c’era “alcun problema”.
“Dopo l’iniezione ha pianto” ricorda Maurizio. “Ci hanno detto di aspettare mezz’ora nella sala di attesa per essere sicuri che andasse tutto bene e, quando i medici ci hanno avvisato che potevamo andare, siamo tornati a casa“.
Se ne sono andati, inconsapevoli che da quell’istante le loro vite sarebbero cambiate per sempre.
Maurizio continua: “Pochi giorni dopo, Valentino ha smesso di usare il cucchiaio per mangiare. Abbiamo iniziato a doverlo imboccare. Sembrava fosse tornato improvvisamente indietro nello sviluppo”.
“Era come se fossimo andati a vaccinare il nostro bambino e ce ne avessero dato un altro da portare a casa”.
“Valentino non era più interessato a quello che stava succedendo intorno a lui. Non riusciva a concentrarsi su nulla”.
Ma il peggio doveva ancora venire. Il bambino non dormiva più di notte. Si svegliava urlando dal dolore. Durante il giorno correva senza fermarsi mai. I suoi genitori erano esausti e non riuscivano a capire cosa stava succedendo.
Maurizio spiega: “Circa due settimane dopo il vaccino ha iniziato ad urlare ogni notte. Si svegliava tre o quattro volte e piangeva. Sembrava di assistere ad una scena del film l’esorcista. Stava molto male e noi non potevamo fare nulla per consolarlo”.
I Genitori hanno informato di quanto stava accadendo i medici.
“Non volevamo essere troppo apprensivi, ma chi ci ascoltava sembrava non capire la gravità della situazione” aggiunge Antonella. “Ci hanno consigliato solo una crema lenitiva da mettere sulla pelle di Valentino”.
Dopo sei mesi senza alcun miglioramento e seguendo trattamenti inefficaci, hanno portato Valentino al pronto soccorso dell’ ospedale, più volte.
Per la prima volta Antonella ha accennato che il vaccino MMR poteva essere stato la causa scatenante di quella situazione. “Mi hanno risposto che non era possibile”, racconta. Disorientata, la coppia ha continuato a cercare una spiegazione di quella situazione. Valentino intanto urlava ancora di notte ed era iperattivo durante il giorno.
Quando aveva quasi due anni e mezzo (14 mesi dopo il vaccino), i genitori hanno contattato un neuropsichiatria (una dottoressa) per una visita specialistica e hanno ribadito anche in quella occasione che il loro bambino era cambiato dopo la vaccinazione.
Antonella ricorda: “Lei non ha scritto quello che le stavo dicendo. Ha minimizzato la situazione, anche se ha riconosciuto che il bambino non si stava sviluppando in modo normale per la sua età. Ma lei non poteva darci alcuna motivazione e ha supposto che poteva essere una situazione temporanea in un bambino così piccolo …”,
Disperati, i genitori hanno cominciato a informarsi autonomamente. Improvvisamente, dopo aver letto di esperienze di altri genitori, hanno iniziato a convincersi che Valentino poteva essere affetto da autismo. Dopo la conferma della diagnosi della clinica pediatrica di Milano e non avendo alcuna indicazione riguardo il trattamento dei dolori fisici che Valentino manifestava, hanno incontrato, la settimana successiva, un famoso medico bolognese che ha prescritto una dieta al bambino, senza latte e senza glutine. “Entro una settimana, Valentino è tornato a dormire di notte e a non urlare più dal dolore”, ci racconta Maurizio.
“Ha poi ricominciato a guardarci negli occhi per la prima volta dopo la vaccinazione. Ha ripreso ad alimentarsi normalmente .Il progresso era lento, ma alla fine c’era qualche speranza”. Purtroppo, era troppo tardi per trovare una cura per un completo recupero di Valentino. Oggi ha nove anni, non riuscirà mai più a condurre una vita normale, e avrà bisogno di cure per il resto dei suoi giorni.
Tuttavia, la Sentenza del Tribunale di Rimini ha portato ai suoi genitori un po’ più di conforto, perché, per la prima volta è stato affermato pubblicamente che la vaccinazione MMR ha causato l’autismo del loro bambino.
Nel Regno Unito, questo tanto discusso collegamento non è mai stato stabilito da un tribunale. Nel 2010, un ragazzo di nome Robert Fletcher ha ricevuto 90.000 sterline dal programma governativo di risarcimento per i gravi danni cerebrali provocati dalla vaccinazione MMR. Ma non aveva l’autismo.
Negli Stati Uniti, quasi 5.000 famiglie accusano il vaccino MMR di aver provocato l’autismo dei loro figli, nonostante le continue rassicurazioni del mondo medico e scientifico che ci sia evidenza di ciò.
Nel 2008, a una bambina di nome Hannah Poling sono stati assegnati 1,5 milioni di dollari come risarcimento da parte del governo degli Stati Uniti. Un tribunale aveva riconosciuto che la sua condizione autistica era stata causata da nove vaccini somministrarti in un solo giorno (compreso l’MMR). Ma la corte aveva affermato anche che Hannah aveva un disordine mitocondriale latente, e che la sua condizione era stata aggravata dalle vaccinazioni, manifestandosi in seguito come autismo.
La sentenza italiana ha importanti implicazioni per l’Inghilterra per una serie di motivi. In primo luogo, la vaccinazione somministrata a Valentino – denominata MMR II – contiene gli stessi principi attivi contro il morbillo, parotite e rosolia e gli stessi quantitativi della MMRVaxPro, uno degli unici due vaccini MMR autorizzati nel Regno Unito che viene utilizzato su centinaia di migliaia di bambini ogni anno. (Prima dell’introduzione del MMRVaxPro nel 2006, MMR II era stato usato dal 1988 anche nel Regno Unito).
La composizione analoga è stata confermata dal “Green Book”del Dipartimento di Sanità – una sorta di guida per i medici sulla vaccinazione contro le malattie infettive – e da informazioni precisi sui vaccini MMR rilasciate dall’Agenzia europea del farmaco EMA”. In secondo luogo, nel Regno Unito, come per l’Italia, la vaccinazione MMR non è obbligatoria.
Tuttavia, il Giudice, nel caso di Valentino, ha affermato che, poiché il Governo Italiano, attraverso il Ministero della Salute, raccomanda caldamente la vaccinazione dei bambini contro morbillo, parotite e rosolia, lo Stato deve assumersi la responsabilità per il danno irreversibile causato a Valentino.
La posizione del Giudice è stata poco tempo dopo confermata dalla Corte Costituzionale (l’equivalente della Corte Suprema inglese), che ha stabilito che il Governo Italiano deve pagare gli eventuali risarcimento per i bambini danneggiati dalle vaccinazioni anche se queste non sono obbligatorie ma solo raccomandate.
Oggi, Antonella e Maurizio credono che questo sia profondamente giusto per le famiglie. “Le autorità sanitarie ci hanno fortemente raccomandato di vaccinare il nostro piccolo Valentino”, ricorda Antonella.
“Ci sono arrivate numerosissime lettere di invito da parte dell’Azienda Sanitaria. Hanno iniziato ad arrivare quando aveva tre mesi. Le lettere che ci sono state inviate, così come a tantissimi altri genitori, ci hanno fatto sentire in obbligo di vaccinare il nostro bambino con l’MMR per proteggerlo da una malattia definita terribile”.
Non sapevano, purtroppo, che poco dopo la vaccinazione il loro bambino avrebbe improvvisamente sviluppato una condizione di gravissima disabilità irreversibile.
In Inghilterra i medici non spiegano come mai i sintomi di autismo emergono improvvisamente e inspiegabilmente in un periodo che coincide con la somministrazione dell’MMR.
La maggior parte dei medici continua a sostenere che questo collegamento è temporale e che non c’è nessuna evidenza medico scientifica di un nesso con la vaccinazione.
Il Dipartimento della Salute insiste: “l’MMR rimane la migliore protezione contro morbillo, parotite e rosolia, è riconosciuto dall’Organizzazione mondiale della sanità come un vaccino sicuro e c’è una grande quantità di studi che dimostrano come i bambini che hanno ricevuto il vaccino MMR non sono più a rischio di autismo rispetto a quelli a cui non è stato somministrato“.
Tuttavia, la Sentenza italiana suggerisce chiaramente che questo importante dibattito è lontano dall’essere concluso.