giovedì 15 agosto 2013

superenalotto

Superenalotto e Detriti Spaziali DI MARCO CANESTRARI superenalotto Rientro nell’afa del deserto di Roma, dopo più di un anno di assenza, girando in motorino senza meta nei posti dove sono cresciuto. Faccio colazione in un Bar, e dopo aver consumato mi avvicino alla cassa… una fila immensa… “Cosa succede?” - Decine di persone in fila e il bancone vuoto. Mi metto i coda. Il signore avanti a me è sulla quarantina, aspetto stanco e poco curato, porge tre bigliettini al cassiere chiedendo “dammene altri due da cinque e uno da dieci”. Non erano banconote quelle che stava dando al cassiere, erano dei biglietti vincenti di qualche gratta e vinci. A una persona come me, che ha frequentato con passione la facoltà di Matematica e che, con il calcolo delle probabilità ha una familiarità istintiva, il comportamento di quell’uomo appare strano… una frase mi ripeto in mente: Fa un gioco in perdita. Quel signore aveva vinto, aveva vinto per tre volte! Cosa rimane di quei fortunati 20 euro vinti? Nulla, né una pizza, né un caffè. Li ha ri giocati e persi. Allora, a che livelli di vincite punta prima di incassare? Se per ogni persona che vince un euro ce ne sono mille che lo perdono, allora questo signore quanto ha speso per vincere quei 20, e soprattutto, quanto dovrà spendere prima di poter godere della vincita che lui cerca? Sta perdendo molti soldi seguendo un comportamento compulsivo. La maggior parte delle persone che gioca, lo fa per degli impulsi irrazionali, non lo fa pianificando un investimento. Ma cosa è un gioco in perdita? E’ un gioco dove più partecipi e più tendi a perdere. Nei giochi in perdita se tutti giocassero sempre, ognuno sarebbe destinato alla bancarotta, passando tutti i propri averi a chi tiene il “banco”. In questo tipo di giochi, se vogliamo massimizzare il nostro guadagno il numero di giocate da fare è zero, e nel caso che fossimo fortunati a vincere una qualsiasi somma, la strategia peggiore sarebbe quella di reinvestirla in una nuova giocata. lottery-vincita-doppia-record Facciamo un esempio semplice. Dieci persone giocano a tombola, ognuno possiede 100 lenticchie. Ognuno prende una cartella pagando una lenticchia e viene premiata solo la tombola con le dieci lenticchie dell’incasso. Non sempre si fa tombola e i fortunati che la realizzano vincono il montepremi. Questo è un gioco onesto, non è un gioco in perdita. Cioè, a fine anno, dopo migliaia di tombolate, ognuno avrà pressoché le stesse 100 lenticchie di partenza. Nessuno è obbligato “per legge” a perdere tutto e nessuno è destinato vincere tutto. Che gioco è un gioco dove fin dall’inizio si sa come va a finire? Cambiamo poco le regole. Stessa situazione di prima però chi fa tombola vince solo 3 lenticchie, e le restanti 7 del montepremi le prende sempre “tizio”. Questo è un gioco in perdita. Giocando di continuo, è solo questione di tempo (esattamente 142 tombolate) per arrivare al punto dove tutte le mille lenticchie delle dieci persone sono in mano a “tizio”. Tanto varrebbe dargliele subito senza giocare. Voi giochereste continuamente se qualcuno vi dice: mettete ogni volta insieme 100 milioni di euro, e io ve ne ridò 34? Distribuiti casualmente con premi soprattutto piccoli che invogliano la grande massa a continuare a giocare? Questi sono i numeri. Nel superenalotto il montepremi è circa il 34% degli incassi totali. Persino il gioco della roulette, che non gode della stessa approvazione sociale del lotto, è un gioco enormemente più onesto. NON MI IMPORTA DEGLI ALTRI, BASTA CHE IO VINCA denaro Allora quali sono le motivazioni per cui moltissime persone lo giocano? Di solito la persona che gioca non pensa al fatto che tutta la società ci sta perdendo accentrando il denaro in un contenitore unico. Ognuno pensa: “Non mi importa se i soldi di tutti vanno a rimpinguare le casse di qualche azienda e se la maggior parte di chi gioca va sempre più in perdita, io spero solo di essere quel fortunatissimo che vince e cambia vita!” Dovrebbe essere compito di chi governa proporre delle iniziative che fanno bene e creano benessere. Vigilare e impedire tutte le altre. Questo gioco legalizzato dallo stato fa bene alla società? Stiamo creando ricchezza e prosperità per tutti? O stiamo prendendo i soldi di tutti? La società in questo gioco ci vince? E’ questa una gestione Etica dei soldi dei cittadini? E’ già deciso che più giocano e più perdono, è già deciso chi deve prendere tutti i soldi. Per condire il tutto si pubblicizzano i montepremi da favola descrivendo tutto ciò che si potrebbe fare con quei soldi sfruttando le situazioni disagiate e le difficoltà economiche che vivono gran parte delle persone. Se coltivo una pianta di pomodori sto creando qualcosa di positivo, se insegno ad una tribù indigena come si curano le infezioni allora sto veramente contribuendo a cambiare le cose in meglio… Invece coltivare la dipendenza, sfruttare i disagi e le miserie, pubblicizzare tutto a livello nazionale come fosse un bel sogno, magari facendo perno sulle precarie condizioni della massa che cerca delle speranze, e prendere metà delle entrate a questi poveracci… è qualcosa di socialmente produttivo? Fra molti anni il lotto non esisterà più in questi termini e saranno proposti altri giochi per divertirsi senza sfruttare economicamente i disagi di molti e magari producendo anche qualcosa per il sociale. Per ora giocate, se proprio volete, ma fatelo consapevolmente. streakingfireball La probabilità di fare 6 a questo gioco è di 1 su 622.614.630. Mentre la probabilità di venire colpiti da un detrito spaziale è circa 1 su 50.000.000, ovvero 12 volte superiore di quella di giocare al superenalotto e vincere il montepremi da favola. Quindi, se giocate all’enalotto e sperate di fare 6, nel vostro sogno ad occhi aperti state anche attenti a non venire colpiti da detriti spaziali per 12 volte! Non ho detto colpiti 12 volte da una pigna caduta da un albero… ma da detriti spaziali… meditate gente, meditate! condrite L'articolo ti è piaciuto? dagli vis

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