martedì 27 ottobre 2015

Lo Stato sta con i ladri














Un 65enne spara e uccide un criminale che si è intrufolato in casa sua durante la notte. E la Procura lo accusa di omicidio volontario, alla faccia della legittima difesa

Più che perdere tempo a riformare il Senato, i nostri legislatori dovrebbero mettere mano velocemente al codice penale.
Che oggi, se applicato senza buon senso da magistrati burocrati, manda in galera chi difende se stesso e i suoi cari dall'assalto di ladri e rapinatori. L'ultimo episodio è di ieri. Vaprio d'Adda, periferia milanese. Un pensionato di 65 anni dorme nella sua villetta a tre piani. Con lui c'è la moglie, al primo piano figlio, nuora e nipotino. Sente dei rumori, impugna la pistola regolarmente detenuta. Fa per uscire e nel buio del corridoio si trova davanti un uomo. Spara e colpisce l'intruso, un romeno di poco più di vent'anni. Due complici fuggono dopo che lui spara in aria altri due colpi. Un solerte pm lo incrimina prima di eccesso di legittima difesa, poi di omicidio volontario. Pena prevista: da 21 anni all'ergastolo, salvo attenuanti.
Non so voi, ma io penso che quell'uomo aveva il diritto di sparare e ha fatto bene a farlo. Ha percepito un pericolo di vita imminente per sé e per i suoi cari, non poteva accertarsi in sicurezza se gli aggressori fossero armati o no. La cosa, per altro, è irrilevante.
Decine, se non centinaia di volte, queste bande di criminali hanno massacrato di botte, ferito o ucciso con coltelli magari recuperati in casa chi ha provato a opporsi all'intrusione. Non c'è nessun nesso tra il grado di pericolo reale ricostruito a tavolino dalla polizia scientifica e quello percepito durante una aggressione. In una frazione di secondo quel pensionato doveva decidere se mettere al sicuro la vita di sua moglie, suo figlio e suo nipotino. Lo ha fatto e oggi ha tutta la nostra solidarietà. Meglio un brutto processo di tre bei funerali, con tanto di autorità in prima fila a piangere lacrime di coccodrillo.
Non provo alcuna pietà per chi di notte entra nelle nostre case. Anche a ladri e rapinatori possono capitare incidenti sul lavoro. Quello che non deve capitare è che lo Stato stia dalla loro parte e si accanisca contro chi è costretto, proprio per le lacune e l'incapacità dello Stato stesso, a difendersi da solo.

Le Patatine fritte di McDonald contengono gli stessi ingredienti dei Silly Putty

Le Patatine fritte di McDonald contengono gli stessi ingredienti dei Silly Putty
Un personaggio della Serie MythBuster (Imahara) è andato direttamente allo stabilimento di trasformazione catena alimentare fast food nello stato amante della patata, dove ha imparato che per fortuna il primo ingrediente delle patatine sono davvero patate.
Tuttavia, gli ingredienti che seguirono sono inquietanti per non dire altro. Incluso nella lista di 19 articoli ci sono: dimetilpolisilossano, una forma di silicone trovato in Silly Putty, butilidrochinone terziario (TBHQ), una sostanza chimica a base di benzina, e olio di soia idrogenato, che è una forma artificiale di grassi transgenici. Buona cosa se hai già rinunciato alle loro patatine molto tempo fa. Se non lo hai ancora fatto, che cosa stai aspettando? Questi ingredienti sono decisamente malsani, un cibo-mostruoso che devasta il corpo. Diamo un'occhiata più da vicino. Danni cerebrali e il cancro con le patatine fritte? Secondo Vani Hari, più comunemente conosciuto come la "Food Babe", che ha contribuito a portare gli ingredienti del pane di Subway sotto i riflettori nel 2014 per il loro uso di una sostanza che viene utilizzato anche nelle stuoie per fare yoga, il dimetilpolisilossano dovrebbe essere evitato. La patata fritta di McDonald ha gli stessi ingredienti di quello che si sono trovati nei sigillanti per carro armato o dell'acquario, agenti distaccanti, lacche e balsami per capelli. In alcuni casi, spiega che essi contengono anche formaldeide, una sostanza chimica altamente tossica associata a danni cerebrali, cancro, allergie e malattie autoimmuni. Poi c'è la questione di butilidrochinone terziario (TBHQ). Gli sviluppatori di questa molecola applaudono le sue cosiddette virtù. Per esempio, il sito TBHQTertiaryButylhydroquinone.com dice che è un "tipo di fenolo" che viene "utilizzato per stabilizzare alimenti, grassi ed oli vegetali contro il deterioramento ossidativo", che prolunga la durata di conservazione. Purtroppo, il sito dice anche che è trovato in tutto, dai profumi al biodiesel. Peggio ancora, si sostiene che è sicuro da ingerire. Infine, diamo uno sguardo a olio di soia idrogenato. Come il TBHQ è utilizzato nell'industria alimentare per prolungare la durata di conservazione. E 'indicato anche come il "killer silenzioso", e per una buona ragione. Un rapporto pubblicato dai ricercatori della Harvard School of Public Health e il Brigham and Women Hospital di Boston hanno notato che almeno 100.000 morti cardiache che si verificano ogni anno negli Stati Uniti avrebbero potuto essere evitate "se la gente sostituisse i grassi trans con sano olio non idrogenato oli polinsaturi o monoinsaturi. Queste sono tutte sostanze chimiche che sono pericolose per la salute delle persone. Non sono naturali, si trovano nei Silly Putty, sono aggiunti alle resine, e svolgono un ruolo nel distruggere la salute del cuore. Evitate le patatine fritte di McDonald o di altre catene fast food e così potrete notevolmente migliorare la vostra salute generale.

In Germania è scoppiato l’Inferno: Invasione di delinquenza senza freni Leggi tutto: http://it.sputniknews.com/mondo/20151025/1419629/Germania-problema-migranti-Wendt.html#ixzz3pn2V3fKh


“L’Inferno è scoppiato” in Germania, registriamo una invasione di criminalità di massa nelle forme più gravi come i furti, le rapine, gli stupri, la riduzione in schiavitù, l’imposizione della sharia”, questo è stato il drammatico avvertimento che ha fatto il Presidente Federale della polizia tedesca, Rainer Wendt.

In una significativa intervista fatta la canale N24 del servizio della Televisione tedesca, Wendt ha inoltre avvertito che le attività delittuose non sono state il risultato di invasori di colore stretti in luoghi angusti, ma piuttosto opera di fanatici religiosi e di lotte di alcuni gruppi per ottenere il sopravvento sugli altri.
"Le situazioni devono sempre arrivare ad incendiarsi prima che i politici reagiscano", ha detto.
"Nei nostri accampamenti per dare asilo ai rifugiati è scoppiata tutta una situazione infernale, nella frontiera con il sud della Germania e nello Stato federale della Baviera in particolare. E' un girone infernale ed i nostri colleghi da quelle parti devono lavorare interrottamente senza neanche potersi più togliere gli stivali", ha detto riferedosi al lavoro costante e senza interruzioni che deve svolgere la polizia tedesca per cercare di fare fronte alle altre invasioni di masse di rifugiati.
"Da mesi le forze di polizia sono state sopraffatte da questa invasione ed adesso i politici stanno mostrandosi come se ne fossero totalmente sorpresi, questo però non può essere".
"Abbiamo dovuto constatare le risse fra immigrati nei campi di accoglienza, abbiamo dovuto verificare una quantità di furti nelle tende di generi alimentari. C'è una forte criminalità tra i rifugiati, il che significa che avvengono stupri di donne e bambini, uso massiccio di violenza, attività delittive come sfruttamento e schiavitù, vediamo che tutto questo avviene in quei posti. Non si tratta certo di piccoli alterchi fra persone che stanno vivendo in uno spazio ridotto, questi sono piuttosto conflitti territoriali, lotte per il dominio. Ci sono fanatici e gruppi religiosi che non si possono facilmente separare. Il nostro personale di sicurezza è del tutto sovrastato da queste situazioni".
Rispetto all'enorme numero di invasori, migranti e profughi che si sono sparsi in Germania, dopo che la cancelliera Angela Merkel li ha invitati a venire, Wendt ha detto che quelli che sono arrivati hanno portato con loro la "sharia" (legge islamica).
"Loro non ripettano le nostre leggi. Per istinto sanno che le nostre leggi sono deboli sanno che non importa come si comportano male, perchè questo non apporta nessuna conseguenza sul loro status di diritto di asilo. Possono fare più o meno quello che gli piace e lo stato appena reagisce".
"Il potere giudiziale e la parte politica dello Stato dovrebbero rendere molto chiaro a questa gente, fin dal principio, che in questo paese, la sharia come legge non si applica, o qualsiasi altra norma religiosa, ma qui si deve applicare l'obbligo delle leggi tedesche e che noi siamo pronti per far rispettare questo principio".
"Queste non sono dispute familiari; stiamo parlando di crimini gravi, delitti penali di estrema gravità, dobbiamo dimostrare che coloro che commettono tali azioni cambiano il loro status da rifugiati in persecutori ed il nostro stato di diritto deve reagire. Queste persone devono essere mandate fuori immediatamente e per questo dobbiamo riaprire un'altra volta le astrutture di deportazione. Queste persone devono essere rinviate da dove sono venute e non devono avere il diritto di attendere l'esito della procedura di asilo in libertà".
E' stato inoltre chiesto a Wendt se può essere una buona idea separare (in base al gruppo religioso/etnico) gli invasori, profughi e richiedenti asilo per cercare di ridurre la violenza: Wendt ha risposto che il ragionamento che sottintende a questa proposta è, secondo lui, un segno di impotenza della società. Sarebbe appena possibile praticare una separazione anche se per motivi religiosi.
"Chi vorreste separare? I sunniti separati dagli sciiti, i salafiti moderati dai salafiti radicali? Quando alla fine sono tutti seguaci delle credenze mussulmane, questo non risulta possibile", ha dichiarato Wendt.
Nota: Questa intervista non è stata divulgata dalla maggior parte dei media intenti a dare una versione "buonista" e caritatevole dell'arrivo delle masse di profughi in Europa dei quali, una buona parte si professano siriani, anche se è noto che i documenti siriani si acquistano sul mercato nero ad un prezzo fra i 500 ed i 1500 dollari (secondo il tipo di documento) e questo permette a molti pakistani, Afghani e di altre etnie, di farsi passare per siriani.
Quello che dice fuori dai denti il responsabile della Polizia Federale tedesca è molto indicativo ed attesta quello che si sapeva: l'invasione non è casuale ma è pianificata, con la complicità della Turchia e di varie organizzazioni ONG che finanziano ed incentivano i viaggi, vi sono prove documentate di questo ed hanno indagato su tale aspetto anche i servizi di intelligence dell'Austria che hanno documentato queste complicità. L'invasione non è pacifica ma finalizzata a prendere piede per un futuro di dominio di masse islamiche wahabite e salafite, radicalizzate su parti del territorio dei paesi europei, come già si riscontra in vari paesi del Nord Europa dove, in alcune zone, è vigente la saharia come norma applicata di fatto fra gli immigrati. Vedi: InfoDirekt, Vienna: gli Usa finanziano il traffico di migranti
Dietro questa invasione ci sono i finanziamenti dell'Arabia Saudita, paese da sempre ispiratore e istigatore del radicalismo islamico di impronta wahabita, intollerante e assolutista, portatore di violenza e sopraffazione verso le altre confessioni. L'Arabia Saudita si è già offerta di finanziare la realizzazione di altre 200 moschee in Germania. L'Arabia S. è un paese alleato di ferro con gli Stati Uniti e con Israele ed al centro di tutte le trame (incluso il finanziamento dei gruppi terroristi) nel Medio Oriente per rovesciare i regimi laici, nazionalisti o di fede sciita ed alawita (vedi Libia, Iraq, Siria). "I paesi occidentali si sono inchinati al potere ed al denaro della dinastia dei Saud (detto dal patriarca cattolico siriano,Ignatius Joseph III Younan).
La cancelliera Angela Merkel, la stessa che pochi mesi prima aveva negato (durante una diretta TV) ad una profuga palestinese radicata in Germania, la possibilità di rimanere, provocando il pianto della ragazzina, ha deciso improvvisamente di aprire le porte all'invasione dichiarando che la Germania avrebbe accolto tutti i siriani, scatenando una invasione di massa che ha messo in crisi paesi come la Serbia, l'Ungheria, la Croazia e la Slovenia. Un comportamento apparentemente strano ma che trova la sua spiegazione in un preciso ordine o direttiva a cui la Merkel ha voluto obbedire ed adeguarsi.
Possiamo indovinare da quale centrale sia arrivata tale direttiva. Niente avviene per caso.
La stessa cancelliera Merkel si è recata, la scorsa settimana, ad Ankara dal presidente turco Erdogan (il nuovo "sultano") per trattare con lui di detenere il flusso dei migranti in cambio di concessioni, aiuti finanziari ed il possibile ingresso della Turchia nella UE.
Naturalmente tratta la questione lei per conto di tutti i "sudditi" europei che non hanno voce in capitolo. Anche di queste eventuali decisioni se ne vedranno presto gli esiti negli stessi paesi europei.


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Noam Chomsky ha elaborato la lista delle 10 strategie della manipolazione attraverso i mass media.



Noam Chomsky – Tratto da www.vocidallastrada.com
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1-La strategia della distrazioneL’elemento primordiale del controllo sociale  è la strategia della distrazione che consiste nel deviare l’attenzione del pubblico dai problemi importanti e dei cambiamenti decisi dalle élites politiche ed economiche, attraverso la tecnica del diluvio o inondazioni di continue distrazioni e di informazioni insignificanti.
La strategia della distrazione è anche indispensabile per impedire al pubblico d’interessarsi alle conoscenze essenziali, nell’area della scienza, l’economia, la psicologia, la neurobiologia e la cibernetica. Mantenere l’Attenzione del pubblico deviata dai veri problemi sociali, imprigionata da temi senza vera importanza.
Mantenere il pubblico occupato, occupato, occupato, senza nessun tempo per pensare, di ritorno alla fattoria come gli altri animali (citato nel testo “Armi silenziose per guerre tranquille”).
2- Creare problemi e poi offrire le soluzioni.Questo metodo è anche chiamato “problema- reazione- soluzione”. Si crea un problema, una “situazione” prevista per causare una certa reazione da parte del pubblico, con lo scopo che sia questo il mandante delle misure che si desiderano far accettare. Ad esempio: lasciare che si dilaghi o si intensifichi la violenza urbana, o organizzare attentati sanguinosi, con lo scopo che il pubblico sia chi richiede le leggi sulla sicurezza e le politiche a discapito della libertà. O anche: creare una crisi economica per far accettare come un male necessario la retrocessione dei diritti sociali e lo smantellamento dei servizi pubblici.
3- La strategia della gradualità.Per far accettare una misura inaccettabile, basta applicarla gradualmente, a contagocce, per anni consecutivi. E’ in questo modo che condizioni socioeconomiche radicalmente nuove (neoliberismo) furono imposte durante i decenni degli anni ‘80 e ‘90: Stato minimo, privatizzazioni, precarietà, flessibilità, disoccupazione in massa, salari che non garantivano più redditi dignitosi, tanti cambiamenti che avrebbero provocato una rivoluzione se fossero state applicate in una sola volta.
4- La strategia del differire.Un altro modo per far accettare una decisione impopolare è quella di presentarla come “dolorosa e necessaria”, ottenendo l’accettazione pubblica, nel momento, per un’applicazione futura. E’ più facile accettare un sacrificio futuro che un sacrificio immediato. Prima, perché lo sforzo non è quello impiegato immediatamente. Secondo, perché il pubblico, la massa, ha sempre la tendenza a sperare ingenuamente che “tutto andrà meglio domani” e che il sacrificio richiesto potrebbe essere evitato. Questo dà più tempo al pubblico per abituarsi all’idea del cambiamento e di accettarlo rassegnato quando arriva il momento.
5- Rivolgersi al pubblico come ai bambini.La maggior parte della pubblicità diretta al gran pubblico, usa discorsi, argomenti, personaggi e una intonazione particolarmente infantile, molte volte vicino alla debolezza, come se lo spettatore fosse una creatura di pochi anni o un deficiente mentale. Quando più si cerca di ingannare lo spettatore più si tende ad usare un tono infantile. Perché? “Se qualcuno si rivolge ad una persona come se avesse 12 anni o meno, allora, in base alla suggestionabilità, lei tenderà, con certa probabilità, ad una risposta o reazione anche sprovvista di senso critico come quella di una persona di 12 anni o meno” (vedere “Armi silenziosi per guerre tranquille”).
6- Usare l’aspetto emotivo molto più della riflessione.Sfruttate l’emozione è una tecnica classica per provocare un corto circuito su un’analisi razionale e, infine, il senso critico dell’individuo. Inoltre, l’uso del registro emotivo permette aprire la porta d’accesso all’inconscio per impiantare o iniettare idee, desideri, paure e timori, compulsioni, o indurre comportamenti.
7- Mantenere il pubblico nell’ignoranza e nella mediocrità.
Far si che il pubblico sia incapace di comprendere le tecnologie ed i metodi usati per il suo controllo e la sua schiavitù.
“La qualità dell’educazione data alle classi sociali inferiori deve essere la più povera e mediocre possibile, in modo che la distanza dell’ignoranza che pianifica tra le classi inferiori e le classi superiori sia e rimanga impossibile da colmare dalle classi inferiori”.
8- Stimolare il pubblico ad essere compiacente con la mediocrità.Spingere il pubblico a ritenere che è di moda essere stupidi, volgari e ignoranti …
9- Rafforzare l’auto-colpevolezza.
Far credere all’individuo che è soltanto lui il colpevole della sua disgrazia, per causa della sua insufficiente intelligenza, delle sue capacità o dei suoi sforzi. Così, invece di ribellarsi contro il sistema economico, l’individuo si auto svaluta e s’incolpa, cosa che crea a sua volta uno stato depressivo, uno dei cui effetti  è l’inibizione della sua azione. E senza azione non c’è rivoluzione!
10- Conoscere gli individui meglio di quanto loro stessi si conoscono.Negli ultimi 50 anni, i rapidi progressi della scienza hanno generato un divario crescente tra le conoscenze del pubblico e quelle possedute e utilizzate dalle élites dominanti. Grazie alla biologia, la neurobiologia, e la psicologia applicata, il “sistema” ha goduto di una conoscenza avanzata dell’essere umano, sia nella sua forma fisica che psichica. Il sistema è riuscito a conoscere meglio l’individuo comune di quanto egli stesso si conosca. Questo significa che, nella maggior parte dei casi, il sistema esercita un controllo maggiore ed un gran potere sugli individui, maggiore di quello che lo stesso individuo esercita su sé stesso.

La lettera di una docente a Ren”Non ho bisogno della tua paghetta per comprarmi i libri”




Di Redazione, il  - # - 1 commento
20150510_scuola
Grazie Renzi, grazie davvero! Quando ho visto l’accredito dei 500 euro mi sono quasi commossa. Grazie per aver pensato a me come ad una povera derelitta bisognosa di un obolo per potersi comprare un libro o un biglietto per il teatro…..grazie per avermi dato l’opportunità di potermi formare e acculturare tendendomi una mano per sollevarmi da quell’abbrutimento in cui ho vegetato finora, grazie soprattutto per la munifica benevolenza con cui hai perdonato i tuoi ingrati figli che ti hanno attaccato, osteggiato, deriso e solo oggi hanno capito quanto sono stati ingiusti con te e, cospargendosi il capo di cenere, sono tornati umilmente all’ovile ammettendo che poi, in fondo in fondo, questa buona scuola non è poi così male!
Ci stai trattando come scolaretti somari da mandare a ripetizione…credi forse che in questi 20 anni di insegnamento io sia rimasta a crogiolarmi nell’attesa di un benefattore che mi pagasse un corso di aggiornamento o un libro?
I libri, i corsi, la cultura in genere sono il mio pane quotidiano, io sono un’insegnante, il mio è un lavoro intellettuale e non ho bisogno della tua paghetta per comprarmi un libro, l’ho fatto prima di te e nonostante quelli prima di te e non sarai certo tu, offrendomi uno o due corsi (non di più visti i costi), a rendermi migliore, non puoi arrivare come un deus ex machina e prenderti il merito dei sacrifici che da anni tutti noi docenti facciamo per difendere la nostra professionalità dai beceri attacchi di una politica ottusa e incompetente!
Non basterà questa meschina manovra elettorale per lavarti la coscienza e per cancellare il male che tu e i tuoi compari avete fatto alla scuola italiana…un mendicante non smette di essere tale quando gli viene offerto un piatto di minestra, io non mi sento gratificata né valorizzata dalla tua carità, io mi sento solo ulteriormente umiliata, derisa, oltraggiata da chi crede di comprarci con trenta denari, da chi ci ha ridotto in questo stato ai limiti dell’indigenza e ora ci tende la stessa mano che prima ci ha frugato nelle tasche!
Io non voglio la tua elemosina, io voglio, anzi pretendo solo ciò che mi spetta di diritto: gli arretrati di sei anni di contratto bloccato, gli scatti di anzianità negati, i compensi, le indennità, i rimborsi che ci sono stati tolti, la rispettabilità e il decoro sgretolati da un aziendalismo ignobile, la posizione sociale che il nostro lavoro merita.
Ti sembra che il totale di tutto questo faccia 500 euro?
La cultura non si mangia e un mutuo non si paga con i libri, chiedi a quelli che hai sbattuto a migliaia di chilometri da casa come impiegheranno i tuoi 500 euro.
Pensi che andare a teatro o al museo possa risolvere i loro problemi di vitto, alloggio, spostamenti e organizzazione familiare?
Perché fra gli impieghi possibili della donazione non ci hai messo anche il casco per proteggerci dai calcinacci, la carta per le fotocopie, la benzina e le gomme della macchina o i pranzi fuori casa?
Non ci hai concesso nemmeno la dignitosa opzione di rinvio al mittente…..dovrò spenderli come vuoi tu ma io mi riservo almeno la libertà di prendermi una piccola soddisfazione: non arricchirò le agenzie formative pronte a piombarci addosso come avvoltoi, continuerò a formarmi come ho fatto finora perché me lo impone la mia professionalità e non tu, non comprerò il portatile come alcuni ds stanno già suggerendo al fine di usarlo per il registro elettronico (quello devi darmelo tu), non farò collette per comprare una LIM (quella devi darmela tu), né testi o strumenti utili al mio lavoro in classe (quelli devi darmeli tu) forse un po’ di teatro, cinema e musei come simbolico e terapeutico risarcimento dell’usura psico-fisica a cui quotidianamente mi sottopone un lavoro svilito, sottopagato, sottostimato svolto in ambienti insalubri, decadenti e privi di tutto tranne che di squallore.
Autoesaltandoti come sempre hai pubblicato sul tuo profilo facebook forse l’unica lettera adulatoria e colma di ingenua gratitudine che hai trovato fra le migliaia che ho letto in giro….come si fa a credere che dietro il tuo nobile gesto ci sia un reale interesse per la scuola e non l’ennesima squallida, sfacciata manovra propagandistica atta a coprire di fumo la triste e prosaica realtà di anni di vuote promesse, tagli indiscriminati e ingiustizie senza ritegno?
Grazie Renzi, apprezzo il pensiero, ma crederò ai tuoi proclami solo quando entrerò in una scuola attrezzata e dignitosa, dove ogni alunno potrà avere lo spazio vitale, l’attenzione e le cure che merita, dove ogni disabile avrà un insegnante che lo segue a tempo pieno e tutti gli aiuti e strumenti necessari, dove potrò svolgere serenamente il mio lavoro in un clima cooperativo e stimolante, dove il lavoro di ognuno sarà incentivato e valorizzato e il dirigente sarà al nostro fianco per il bene comune….
Non ci hai ancora comprati sai, temo che non te la caverai con i tuoi trenta denari, ciò che dovete ancora rendere alla scuola è molto, molto di più.
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Il pregiudizio acceca gli ‘esperti’ occidentali sul valore militare della Russia



La costante denigrazione delle prestazioni militari russi ha origini ideologiche e spiega la continua sorpresa degli occidentali per l’efficienza militare della Russia
Daniel Fielding, Russia Insider, 19 ottobre 2015
Un’esauriente spiegazione del modo di ragionare dei ‘giornalisti’ ed ‘esperti’ militari, dalla mentalità settaria e da venditori porta a porta del mensile patinato di Finmeccanica Rivista Italiana Difesa (RID). Un gruppo di fenomeni da baraccone che arrivava ad affermare che la Federazione russa ‘faceva la guerra all’Ucraina’ per impossessarsi delle scalcinate fabbriche di carri armati di Kharkov, senza le quali non avrebbe potuto costruire carri armati… (NdT)1452090Le prestazioni militari della forza d’attacco della Russia in Siria sorprende gli analisti occidentali. I russi hanno dimostrato di possedere armi a guida di precisione, anche le avanzate armi a guida satellitare, contrariamente alle supposizioni occidentali che non le avesse o che non ne avesse in quantità significative. I russi hanno dimostrato di avere missili da crociera a lungo raggio in grado di colpire bersagli da migliaia di chilometri di distanza. Ciò era un’esclusiva degli Stati Uniti erano noti possedere. Inoltre i russi hanno lanciato i missili da crociera da piccole navi da guerra sul Mar Caspio, navi da guerra in grado di lanciare missili da crociera più piccole di quelle di qualsiasi marina occidentale, capaci di lanciare tali missili dai fiumi, cosa che alcuna nave da guerra occidentale può fare. Il numero di sortite aeree che i russi hanno effettuato dalla loro base a Lataqia è di gran lunga superiore alle aspettative occidentali, a conferma che i russi hanno un’operazione logistica ben gestita a sostegno della loro forza d’urto. Ciò che sorprende di tutto questo è che gli analisti occidentali ne siano sorpresi. I russi non hanno mai nascosto l’esistenza di una sola delle armi che usano in Siria. Missili, aerei, bombe a guida di precisione, navi e sistema satellitare GLONASS sono o dovrebbero essere di dominio pubblico. Per quanto riguarda l’efficacia dell’operazione logistica, chiunque abbia seguito le operazioni militari russe nel Caucaso e in Georgia sa o dovrebbe sapere che la logistica è il punto di forza dei militari russi, non la loro debolezza. L’esercito russo ha più volte dimostrato di poter spostare numerose truppe ed equipaggiamenti assai rapidamente, molto più di quanto gli Stati Uniti abbiano mai fatto, e che spostando queste truppe è in grado di supportarle nelle operazioni di combattimento. Nel 1999, nel bel mezzo della crisi economica, l’esercito russo impiegò una forza di 100000 uomini per difendere il Daghestan e contrattaccare i ribelli jihadisti in Cecenia fu solo una questione di settimane. Nel 2008, l’esercito russo effettuò un’operazione di sconcertante complessità attaccando l’esercito georgiano da tutte le direzioni e sconfiggendolo in soli cinque giorni, trasportando rapidamente truppe dalla Russia centrale, e con la flotta che imponeva il blocco navale. Le operazioni di quelle dimensioni e complessità non possono essere eseguite senza personale efficiente e una catena logistica ben organizzata, dove i russi eccellono. Perché allora la sorpresa occidentale?
La risposta sintetica è che ciò che passa per analisi dei militari russi in occidente è oggi accecato da pregiudizio e compiacimento. E’ semplicemente dato per scontato che l’esercito russo sia corrotto e incompetente, e che non possa paragonarsi per qualità o raffinatezza ai militari occidentali. Le capacità dei sistemi d’arma russi sono sempre denigrate. Se la loro efficacia viene mai ammessa, raramente, gli analisti occidentali si rassicurano dicendo che i russi non hanno le risorse finanziarie e industriali per produrli. Secondo tale punto di vista, l’esercito russo non è altro che un “villaggio Potjomkin”, una struttura da Mago di Oz, cui vanto e spacconate ne nascondono le debolezza. Tale immagine ha una lunga storia, che parte dalla guerra fredda e oltre. Molte pubblicazioni militari che proliferavano in occidente durante la Guerra Fredda deridevano regolarmente l’efficacia delle armi russe. Ciò si combinò all’immagine popolare dell’esercito russo come brutale e incompetente, afflitto da corruzione e nonnismo, male addestrato e mal diretto, e privo di iniziativa. Tali storie furono riaccolte nel 1981 in un libro famoso, La minaccia, scritto dal giornalista Andrew Cockburn. Testimonianza del potere duraturo di tale mito che 34 anni dopo, tale libro, scritto da un giornalista incompetente, sia ancora venduto e visto da molti in occidente come autorevole resoconto di ciò che è l’esercito russo. Come tutti i miti, contiene un pizzico di verità. L’esercito russo ebbe il vecchio problema del nonnismo (“dedovshchina”), anche se la misura di esso non è facile da valutare, e la mancanza di menzione recentemente può significare che il problema si sia ridotto. Molti armamenti russi furono progettati per essere utilizzati da un grande esercito di leva e sono quindi robusti e semplici, invece di essere tecnologicamente sofisticati come tante armi occidentali. Il mito fu anche massicciamente rinforzato dalla disastrosa performance dei militari russi nella prima guerra cecena del 1994-1996. L’esercito russo del tempo era gravemente demoralizzato dalla caduta dell’Unione Sovietica, lo Stato cui gli ufficiali avevano giurato di servire, e dal crollo dell’economia, della posizione internazionale e del bilancio della difesa del Paese. Molti ufficiali si trasferiti dall’Europa orientale furono costretti a vivere in condizioni gravemente scadenti, mentre la leadership dei militari di quel periodo era altamente politicizzata e poco rispettata. C’era una generale, e giustificata, percezione nelle forze armate che i politici liberali che al tempo dominavano il governo russo non gradissero l’esercito e volessero smantellarlo. Tali profondi problemi si aggravarono con l’uso di Eltsin dei militari per risolvere la crisi politica nel 1993. Il parlamento russo contestava alcune politiche di Eltsin, e lui rispose cambiando la costituzione e sciogliendo il parlamento, con l’esercito, in un modo che venne aspramente risentito da molti ufficiali dell’esercito. Il risultato fu che negli anni ’90 la disciplina e il morale dell’esercito russo sporfondò a livelli spaventosi, e l’esercito all’epoca seguì approssimativamente lo stereotipo degli standard occidentali. Le prestazioni spaventose dei militari nella Prima Guerra Cecena ne furono il riflesso.
149189Il problema è che accecati dal pregiudizio gli analisti occidentali prendono il periodo caotico degli anni ’90 non come eccezione ma come norma. Qualunque cosa sia accaduta ai militari, e qualunque cosa facciano, non scuotono tale convinzione, ormai divenuta in occidente fatto accettato. Il risultato è che ogni volta che l’esercito russo ha successo, come nella seconda guerra cecena, la guerra del 2008 nell’Ossezia del Sud, l’operazione in Crimea nel 2014 e ora le operazioni in Siria, gli analisti occidentali sono sorpresi. Durante la Guerra Fredda tale pregiudizio fu tenuto sotto controllo dalla necessità di avere una valutazione accurata delle capacità militari dell’URSS. Di conseguenza l’occidente acquisì un grande corpo di analisti d’intelligence altamente professionali e capaci che guardavano l’esercito sovietico senza paraocchi. Ciò significa che le valutazioni occidentali private delle capacità militari russe differivano significativamente da quelle pubblicizzate in pubblicazioni popolari come La minaccia. La fine della guerra fredda portò però ad un importante ridimensionamento delle operazioni d’intelligence occidentali nell’ex-Unione Sovietica, e molti degli analisti veterani altamente professionali persero il lavoro e furono costretti a ritirarsi. I loro successori non hanno la loro esperienza e formazione. Si ha l’impressione che i criteri della loro selezione sottolinei conformità ideologica e lealtà politica su scetticismo e obiettività. Il risultato è che tendono a condividere gli atteggiamenti e i pregiudizi dei loro padroni politici. Tali pregiudizi sono rinforzati da una classe di autori che non esisteva durante la Guerra Fredda. Si tratta di autori russi di affari militari che scrivono in Russia, ma che sono liberali fortemente anti-governativi e filo-occidentali. L’esempio notevole è Pavel Felgenhauer, uno scrittore russo di affari militari senza competenze o legami con l’esercito russo, che scrive ampiamente su questioni militari russi, copiando semplicemente la visione occidentale prevalente. Il risultato è la peggiore retroazione, perché gente come Felgenhauer, ripetendo ciò che gli analisti occidentali dicono, viene immediatamente creduta, e poiché scrivono in Russia ciò che loro dicono, vengono presi quali conferma dalla Russia che ciò che gli analisti occidentali dicono sui militari russi è vero. Tali miti occidentali sui militari russi sono così forti che alcun fatto li convincerà. Ciò lo dimostra la risposta occidentale alla guerra in Ossezia del Sud nel 2008. In ogni aspetto oggettivo, l’operazione militare fu brillantemente pianificata ed eseguito, effettuata nel Paese più aspro alla velocità della luce, partendo da fermo, contro ciò che era un avversario ben attrezzato e numericamente più forte. Nessun militare occidentale ottenne una vittoria così rapida e travolgente in così breve tempo da decenni, dalla vittoria d’Israele nella Guerra dei Sei Giorni 1967. Una volta che gli analisti occidentali si ripresero dallo shock, la loro risposta non fu una rivalutazione radicale del loro punto di vista sui militari russi alla luce della vittoria. Invece la risposta fu negarne il successo, sminuendo la vittoria. Cogliendo l’abituale autocritica dei militari russi della propria performance, da ritenere non segno di debolezza ma di forza, e alcuni errori di ricognizione e comunicazione, probabilmente inevitabili in una così rapida campagna combattuta in un Paese ostico, gli analisti occidentali fabbricarono una narrazione del tutto falsa sullo “scarso rendimento” dei militari russi nella guerra. A volte la critica è così dura che ci si chiede come l’esercito russo abbia sempre vinto. Il risultato è che una vittoria militare russa, che avrebbe dovuto smentire le ipotesi occidentali sull’incompetenza militare russa viene invece usata per dimostrarla. A sua volta creando le premesse per la “sorpresa” occidentale sulla qualità delle prestazioni militari russe in Crimea e in Siria. Naturalmente se gli analisti occidentali prendessero le informazioni sui militari russi da fonti russe affidabili, come fa Russia Insider, non ne sarebbero sorpresi. Sarebbe bello pensare che l’esperienza di Crimea e Siria spinga al ripensamento. La realtà deprimente è che che quasi certamente non accadrà. Per esperienza, gli analisti occidentali continueranno a cercare modi per razionalizzare il successo russo in un modo che “dimostri” i loro presupposti sull’incompetenza russa, lasciando intatti i loro pregiudizi sui militari russi. In tal modo tutto ciò che avranno saranno ulteriori sorprese future.article-2624057-1DB1F1BC00000578-98_964x529
Un generale statunitense stordito dalla capacità dei russi di spostare forze militari ‘molto rapidamente’
Sputnik 20/10/2015
1027375761Le capacità militari della Russia sono così impressionanti che lasciano il generale comandante dell’US Army in Europa estremamente preoccupato. “La capacità (dei russi) di spostare molte forze assai rapidamente è la cosa che mi preoccupa di più di ciò che possono fare. L’assenza di indicatori e allerta che subiamo e la loro capacità di spostare molto materiale assai velocemente non sono una buona combinazione“, ha detto il Tenente-Generale Ben Hodges a Defense News. Hodges ha anche menzionato la zona d’interdizione posta dalla Russia a Kaliningrad e Crimea. Secondo il generale statunitense, Mosca è perfettamente in grado di negare l’accesso a Mar Baltico e Mar Nero, se vuole. “Poi ha la capacità di creare una sorta di bolla su più di un quarto del Mediterraneo con i sistemi di difesa aerea che ha installato in Siria“, ha aggiunto il generale. Hodges sostiene che le crescenti capacità militari della Russia e la sua operazione aerea in Siria “certamente non sono l’azione di una nazione che vuole essere partner responsabile nella comunità globale“. Si può solo immaginare ciò che il generale direbbe degli Stati Uniti, che ha incomparabilmente più basi nel mondo e ha conflitti militari in corso in almeno due Paesi. Hodges ha anche omesso la questione della legittimità. La campagna aerea di Mosca in Siria è autorizzata dal Presidente Bashar al-Assad, mentre Washington non ha ricevuto autorizzazioni ad operare nel Paese devastato dalla guerra.1017356649Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

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