lunedì 1 settembre 2014

QUESTO NON SI CHIAMA LAVORO SI TRATTA DI SCHIAVISMO DEL POTERE MONDIALE CHE STA FACENDO CADERE SU TUTTO IL PIANETA

L'ultimo scandalo delle Coop rosse: chiedono soldi per lavorare

I dipendenti costretti a versare 4mila euro per essere assunti da una cooperativa

L'ultimo scandalo legato alle Coop? Pagare per lavorare. Come racconta un'inchiesta del Corriere della Sera, in una cooperativa sociale di Padova la cifra da pagare è 4.000 euro.
"Questa è la somma che la Codess, membro della Legacoop sociali, chiede ai propri dipendenti neoassunti", scrive il Corsera.
Come se non bastasse, la Codess richiede che i lavoratori divengano soci della cooperativa. Il tutto per un lavoro retribuito dai 600 ai 1.200 euro al mese. "Un socio lavoratore deve sborsare innanzitutto 3000 euro per comprare la propria quota sociale (molto salata rispetto a quanto chiedono le altre cooperative), soldi che vengono restituiti solo nel caso in cui il contratto di lavoro venga rescisso e il socio chieda di riavere indietro il proprio denaro. Altri 1000 euro devono invece essere versati alla Codess a fondo perduto (quindi senza possibilità di poterli mai rivedere), a titolo di tassa di ammissione soci. Niente paura, però, i 4000 mila euro non bisogna consegnarli subito e in contanti. La cooperativa li scala in piccole e comode rate mensili dalla busta paga", scrive il quotidiano di via Solferino, documentando il tutto con un video.
Ai soci lavoratori di Modena il “prelievo” dalla busta paga non è andato giù. Tramite la Cgil modenese hanno contestato i mille euro della tassa di ammissione soci e, dopo una lunga trattativa, la Codess ha preferito restituire i soldi ai dipendenti, evitando un processo davanti a un giudice. Quello emiliano è tuttavia l’unico caso di restituzione della tassa in Italia. Il prelievo sulla busta paga degli altri lavoratori della Codess, per ora, continua.

LI SCONFIGGERANNO PER LA SECONDA VOLTA

Sanzioni contro la Russia? In Germania a rischio 50 mila posti lavoro



German Chancellor Angela Merkel and Russian President Vladimir Putin chat as they toured the Hanover industrial fair on April 8, 2013 in Hanover, central Germany. German Chancellor Angela Merkel and Russian President Vladimir Putin opened the fair which is running from April 8 to 12, 2013 and which will present a cross section of key industrial technologies. AFP PHOTO / RONNY HARTMANN        (Photo credit should read RONNY HARTMANN/AFP/Getty Images)

26 ago 2014 – Stanno andando male le esportazioni dalla Germania verso la Russia a seguito delle sanzioni reciproche sullo sfondo della crisi ucraina. Il Comitato Est dell’Economia tedesca, che rappresenta gli interessi delle aziende tedesche nell’ex Unione Sovietica e in Europa orientale, spiega che “e’ possibile che alla fine dell’anno il commercio con la Russia vedra’ le esportazioni ridotte dal 20 al 25%. Questo riguardera’ circa 50 mila posti di lavoro in Germania”, ha detto Eckhard Cordes, direttore del Comitato.
Secondo il Ministero dello Sviluppo Economico della Russia, nel 2013, le esportazioni tedesche verso la Russia erano pari a 36,1 miliardi di euro. Cordes, vicepresidente del Wirtschaftsrats der CDU, il Consiglio economico del partito della Cancelliera Angela Merkel, e presidente dell’Ost-Ausschusses der Deutschen Wirtschaft (il comitato dell’economia tedesca per l’Europa dell’Est), aveva gia’ esposto tutto il suo disappunto a Rossiiskaia gazeta per l’andamento delle relazioni tra la Ue e Mosca.
“Le piu’ grosse imprese tedesche – in particolare la holding chimica Basf, il gruppo Siemens, Volkswagen, Adidas e Deutsche Bank – si oppongono alle sanzioni economiche contro la Russia” aveva affermato. Ora si parla di un nuovo embargo che potrebbe essere deciso a giorni da Vladimir Putin sull’industria automobilistica occidentale. E anche questo potrebbe non piacere a Cordes e alle lobby dell’auto russa. asca

BISOGNA VEDERE COME CI SI COMPORTA E SI CRESCE UN BAMBINO IN QUESTA ERA VENGONO SOLO USATI E STRUMENTALIZZATI

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Bimba adottata da una coppia gay: la politica litiga si divide

Fratelli d'Italia insorge contro la decisione del Tribunale dei minorenni di Roma. "Un bambino non è un capriccio". Il fotografo: "Li denuncio per l'uso della mia foto"

La politica torna a dividersi su un tema etico. Stavolta per la notizia della bambina di 5 anni che, dopo la decisione del Tribunale dei minorenni, è stata adottata da una coppia di donne gay sposate all'estero.
Nello specifico il Tribunale ha deciso che la piccola potrà essere adottata dalla compagna della madre biologica. Si tratta del primo caso in Italia di "stepchild adoption", ossia l’adozione del figlio naturale o legittimo del partner, nel caso in cui non esiste un altro genitore che lo ha riconosciuto. La decisione ha suscitato un vespaio di polemiche. Fratelli d'Italia, il partito di Giorgia Meloni, si butta nella mischia con un manifesto molto particolare diffuso sui social network: si vede un bambino in mezzo a due coppie omosessuali. Sopra di loro cmapeggia una scritta: un bambino non è un capriccio, no alle adozioni gay". La foto è di Oliviero Toscani, come scrive su Twitter Francesco Nicodemo (responsabile comunicazione del Pd): "Scusa Giorgia Meloni, ma Oliviero Toscani sa che avete utilizzato un suo scatto per un manifesto che dire omofobo è poco?".  Carlo Fidanza (Fdi) tuona su Facebook: "La vostra è una battaglia puramente ideologica (appunto, un capriccio), chissà quanti di voi hanno davvero tutta questa voglia di diventare genitori". 
E insiste alzando il tiro: "Accusate chi non la pensa come voi di omofobia (non sapete nemmeno cosa sia) e intolleranza ma i veri intolleranti siete voi. E questo atteggiamento, nonché l'azione costante che la vostra lobby (lo siete, è inutile negare) svolge, dimostra che purtroppo anche la battaglia per le unioni civili per la stragrande maggioranza non è altro che un grimaldello per arrivare alle adozioni, proprio come è accaduto nei Paesi che citate. Amatevi (a scanso di equivoci nessuno dubita che ne siate capaci), accoppiatevi, accuditevi ma lasciate che un bambino possa crescere avendo come genitori un padre e una madre, proprio come è accaduto a voi".
Ma se nel centrodestra gli animi sono particolarmente agitati, a sinistra non fila tutto liscio. La sentenza ha creato qualche divisione anche nel Pd. Il deputato Simone Valiantesi è smarcato dal coro degli entusiasti: "Di tutto c'era bisogno meno che di questa proditoria sentenza sulle adozioni alle coppie gay. Leggo che il mio amico capogruppo Speranza, in modo spericolato, ha già lanciato il cuore oltre l'ostacolo invocando nuove leggi. Ricordo a Speranza che, se non mi sono perso qualche passaggio, noi democratici eravamo ancora i leali custodi della Costituzione. Quella che sancisce il diritto a una mamma e a un papà". Su Twitter è stato massacrato. Poi i democratici hanno continuato a litigare e a dividersi. E non solo sui social network. 
Per limitare i danni la migliore strategia è attaccare l'avversario. Ci pensa il senatore toscano Pd Andrea Marucci"La destra italiana sui diritti civili è ferma al Medioevo, come confermano le posizioni di Fratelli d’Italia e di esponenti di altre forze politiche. Il Pd prende alla lettera l’impegno del Premier Renzi a fare in tempi brevi una legge per riconoscere le convivenze delle coppie gay". E va nel dettaglio: "Il testo base della collega Monica Cirinnà non prevede l’adozione tout court, ma la stepchild adoption, ovvero la possibilità di riconoscere il figlio del partner. È uno strumento adottato quasi ovunque in Europa: in Germania, in Francia, in Spagna, nel Regno Unito". 

Oliviero Toscani: li denuncio per la foto

"Ma cosa salta in testa a FratellidItaIia di usare una mia fotografia per una cosa del genere?  Verranno denunciati". Oliviero Toscani, via Twitter, replica con decisione all’iniziativa di Fratelli d’Italia.

QUESTA PERSONA E VITTIMA DEL SUO EGO DI ONNIPOTENZA E NON SI RENDE CONTO DI ESSERE UN BURATTINO

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Ucraina, Merkel: “Entro una settimana nuove sanzioni contro la Russia”



merkel

31 agosto – In Ucraina “abbiamo visto una escalation” e “se non ci sarà un cambiamento significativo entro una settimana” l’Unione europea varerà nuove misure contro la Russia “negli stessi campi” già colpiti. Lo dice la cancelliera tedesca Angela Merkel, sottolineando che i 28 “sono tutti d’accordo che non ci può essere soluzione militare” alla crisi.
La Commissione ha 7 giorni per nuove sanzioni – “La situazione in Ucraina è peggiorata, preoccupano gli intensi combattimenti e la presenza dell’esercito russo su suolo ucraino” e la Ue “chiede alla Commissione di preparare urgentemente nuove misure in una settimana“: lo ha detto il presidente uscente della Ue Herman van Rompuy al termine del summit.
Renzi: “No ultimatum a Russia ma situazione difficile” – “La parola ultimatum mi sembra un pò eccessiva, c’è un tempo tecnico entro il quale verificheremo l’evolversi della situazione. C’è piena consapevolezza della difficoltà, è in gioco l’idea di Europa e il rapporto con il vicino più grande che l’Europa ha, che è la Russia che potrebbe svolgere un ruolo, se fosse dentro la comunità internazionale, ad esempio nel dialogo con la Siria”. Così Matteo Renzi al termine del consiglio europeo, aggiungendo che “c’è una grande questione politica che non può essere risolta dalla discussione ‘quel paese non vuole perché ha paura di perdere qualcosa’”.

NON POSSONO ESSERCI PAROLE PER QUESTA VERGOGNA UMANA










LE STRANE LUCI SULL'OCEANO PACIFICO

IL SERPENTE DELL'EDEN ERA UN INGENERE GENETICO

Gioia Cartomante Sensitiva esperta in Tarocchi Zen