mercoledì 28 gennaio 2015

PRESTO IN ARGENTINA


Presto in Argentina ci saranno le elezioni e Cristina de Kirchner non potrà essere rieletta. Malgrado i tanti candidati che contestano l'operato del suo mandato, i sondaggi dicono che Scioli, il suo candidato potrebbe vincere al secondo turno.
Il (povero?) Giudice Nisman ha denunciato il comportamento della Kirchner nella gestione di un accorso con l'Iran - la sua denuncia non sarebbe rimasta in piedi a lungo - ma con la sua morte (che sia stato suicidio o che no, per la storia non cambia) lo ha elevato al rango di vittima di un complotto del governo, e tutti i media hanno subito cambiato il loro slogan da "Je suis Charlie" a 'Yo soy Nisman'.
Ogni giorno si organizzano sempre più manifestazioni pubbliche, con sempre più gente. Stiamo aspettando che anche in Argentina arrivi qualcuno che esce dall'Ambasciata USA e comincia a regalare biscottini?
Come è cominciata:
Negli anni 1987-1988 l'Iran firmò tre accordi con la Commissione Nazionale Argentina per l'energia atomica. Il primo accordo iraniano-argentino prevedeva un supporto per convertire il reattore USA fornito al Centro di Ricerca Nucleare di Teheran (TNRC) che produceva un uranio altamente arricchito per trasformarlo in uranio a basso ( 19,75%) arricchimento, da fornire all' Iran.
Dicembre 1992: L'ambasciata americana a Buenos Aires informò il governo argentino che la continuazione dell'accordo di cooperazione nucleare Iran-argentino non era più accettabile per Washington.
A marzo 1992 l' Ambasciata Israeliana e a luglio 1994 il palazzo dell' AMIA ( fondazione ebrea) di Buenos Aires saltarono in aria presumibilmente per delle autobombe.
Sia gli investigatori indipendenti argentini che Charles Hunter (FBI) fin dalle prime indagini dimostrarono che entrambe le esplosioni, sulla base dei danni rilevati, non erano compatibili con la presunta teoria delle autobombe.
Contrariamente a tutte le prove materiali, il governo israeliano, la pressione esercitata da Washington e dall'allora Presidente argentino, Carlos Saul Menem, hanno sempre insistito sul fatto che le presunte autobombe erano state collocate dagli iraniani in collaborazione con Hezbollah.
Il procedimento giudiziario si concluse con un nulla di fatto fino a quando il Presidente Nestor Kirchner incaricò nel 2005 diede l'incarico al giudice Nisman di avviare una nuova indagine. Nisman strinse contatti con l' Ambasciata USA e con gli avvocati degli Stati Uniti, che si occupavano di indagini anti-terrorismo e con alcuni personaggi del SIDE argentino (il Segretariato di Intelligence).
Nel 2013 Nisman diede ordine all' Interpol di emettere mandati contro una miriade di notabili iraniani e di un libanese:
- Hashemi Rafsanjani, all'epoca Presidente dell' Iran
- Ali Akbar Velayati, all'epoca Ministro degli Esteri
- Ali Fallahijan, all'epoca Capo dell' Intelligence
- Mohsen Rezai, all'epoca Comandant della Guardia Rivoluzionaria
- Imad Mougnieh, all'epoca Capo del Servizio di Sicurezza Esterna di Hezbollah
- Ahmed Vahidi, all'epoca Comandante delle Forze "Al Quds" (Jerusalem)
- Mohsen Rabbani, ex Rappresentante diplomatico in Argentina
- Ahmad Ashagri, ex Rappresentante diplomatico in Argentina
- Hadi Soleimanpour, ex Ambasciatore dell'Iran in Argentina.
Il presidente Cristina de Kirchner ha messo in dubbio più volte la teoria della connessione iraniana (come anche alti funzionari USA che hanno pubblicamente messo in dubbio l'esistenza di prove su un coinvolgimento iraniano [James Cheek]) e hanno recente chiesto a Washington l'apertura di consultazioni con l'Iran per negoziare l'opportunità di costituire una "commissione per indagare sulla verità Iran -Argentina" composta da cinque giudici indipendenti, nessuno dei quali cittadino di uno dei due paesi.
Sia l'opposizione che la lobby ebraica si sono opposte a questo accordo.
Il Tocco Finale:
Presto in Argentina ci saranno le elezioni e Cristina de Kirchner non potrà essere rieletta, già si è manifestata una vasta polarizzazione dei candidati che contestano l'operato del suo mandato, ma i sondaggi dimostrano che Scioli, il candidato da lei sostenuto, potrebbe vincere al secondo turno.
Qui si inserisce il Giudice Nisman: E' quello che aveva denunciato che il Presidente Cristina de Kirchner aveva condotto negoziati segreti con l'Iran attraverso canali non diplomatici, con l'offerta di coprire il coinvolgimento dei funzionari iraniani negli attentati (contrariamente a quanto voluto dall'Interpol) in modo che l'Argentina avrebbe potuto cominciare a scambiare il suo grano con il petrolio dell'Iran, di cui aveva estremo bisogno. Nisman ordinò il congelamento di tutte le attività di Cristina de Kirchner.
La denuncia si basava su "presunte prove" fornite da Stiuso - che avrebbe avuto buoni contatti con il Mossad - uno dei capi della Contro-Intelligence del SIDE, recentemente licenziato, e da altri agenti sconosciuti.
I media di tutta l'opposizione hanno immediatamente fatto circolare ampiamente questa denuncia, ignorando che la comunicazione ufficiale dell' Interpol non era stata emessa su richiesta del governo argentino che non aveva chiesto di mettere un blocco contro gli iraniani.
La denuncia non ha una base giuridica se si volesse dimostrare l'"intenzione" di nascondere. La legge argentina, infatti, persegue l'atto e non l'intenzione e questo punto viene ignorato ancora dai media dell'opposizione.
Il giorno in cui il giudice Nisman è stato invitato dall'opposizione a comparire al Congresso, è il giorno in cui viene trovato morto nel suo appartamento.

Mentre la sua denuncia non sarebbe durata che pochi giorni, la sua morte (che sia suicidio o che non lo sia stato) lo ha elevato al rango di vittima di un complotto del governo, e tutti i media insistono su questo punto.
I social network hanno subito cambiato il loro slogan da "Je suis Charlie" a 'Yo soy Nisman' e ogni giorno si organizzano sempre più manifestazioni pubbliche, con sempre più gente.
Per il momento manca ancora qualcuno che esce dall'Ambasciata USA, comincia a regalare biscottini.
Mario

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