Non è mica la luna: ma la censura colpisce la denuncia

Il progetto stupisce perché arriva forte con la sua denuncia più di qualunque discorso teorico. Uomini e donne nudi indicano a Milano in luoghi della speculazione. Puro e semplice. Mettono a nudo un problema-chiave nelle città e nella democrazia occupata dagli interessi privatissimi di quello che qui in Italia ancora i media temono di chiamare con il loro nome: oligarchi.
Per esempio Torre Galfa. Ve la ricordate? Divenne Macao e in tutto il mondo si parlò dell'occupazione di un grattacielo abbandonato nel centro di Milano. Ecco qui tre nudi che indicano la luna. Ovvio che qualche idiota guarda il dito e altri ancora neanche ci arrivano al dito. Ma la luna del progetto #nonèmicalaluna è lì. Nuda e abbandonata. Roba di Ligresti, Fonsai, o boh chissà di quale strano giro di affari e coperture politiche. Resta il fatto che mentre si tirano su giganti inutili, devastando e operando con il codice militare della gentrificazione, lo scandalo dei luoghi abbandonati per speculazione resta invisibile.
Ma i culi nudi, e le braccia nude, e i corpi che denunciano no. Tanto che Facebook ha pensato bene di censurare le immagini di questa azione forte di protesta e denuncia. Che noi di Globalist, riproponiamo.
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